Dopo il 4 marzo - CARITAS TARVISINA

Dopo il 4 marzo

Il 4 marzo è arrivato !!! Il popolo italiano ha espresso le sue preferenze. E adesso cosa succederà ? Avverranno tutti quei cambiamenti prospettati in campagna elettorale ? Inizierà veramente una nuova epoca ? Nessuno ha la sfera magica per assicurare risposte certe a tutti gli interrogativi che alimentano svariati dibattiti e confronti. Personalmente credo che sia giunto il momento in cui esercitare una profonda responsabilità come cittadini su questo voto. Insieme siamo chiamati a maturare una coscienza civica di partecipazione attiva nella quale vigilare sulle scelte politiche e custodire l’ampiezza di un respiro democratico che mai si può barattare. Il paese dei balocchi non esiste, nemmeno le ricette prodigiose. Chi ha recitato la parte di pinocchio perché animato dalla smania di potere, deve essere smascherato e, senza tanti giri di parole, mandato a casa.

Non ho ricette, né risposte a buon mercato, ma credo che dobbiamo tenere alta l’attenzione su tre questioni, sulle quali ci richiama sovente anche Papa Francesco: la lotta alla corruzione; il primato del bene comune; la promozione della giustizia e dell’equità sociale. Su questi aspetti che valgono il futuro delle nuove generazioni non possiamo lasciare carta bianca al mondo politico, né possiamo disinteressarcene come non fosse affare nostro.

La politica non dovrebbe essere né serva né padrona, ma “amica e collaboratrice”, capace di lavorare coraggiosamente per il “bene comune”, senza lasciarsi tentare dalla corruzione. La vera ragion di essere della politica dovrebbe essere l’interesse dell’intera cittadinanza, da perseguire in modo responsabile e prudente, in modo tale da far “crescere il coinvolgimento delle persone, la loro progressiva inclusione e partecipazione”, senza lasciare “ai margini alcune categorie” e senza saccheggiare e inquinare “le risorse naturali”, che non “sono un pozzo senza fondo ma un tesoro donatoci da Dio perché lo usiamo con rispetto e intelligenza”. “La corruzione – dice Papa Francesco – non lascia crescere la civiltà”. Un buon politico deve mettere dinanzi a tutto il bene comune, anche dinanzi alle proprie idee, quando richiesto. “Il buon politico sempre finisce per essere un martire al servizio perché lascia le proprie idee ma non le abbandona, le mette in discussione con tutti per andare verso il bene comune”. Ai protagonisti della vita politica bisogna “esigere coerenza d’impegno, preparazione, rettitudine morale, capacità d’iniziativa, pazienza e forza d’animo nell’affrontare le sfide di oggi, senza tuttavia pretendere un’impossibile perfezione”. Tutti, infatti, siamo imperfetti e tutti possiamo sbagliare. La bacchetta magica non funziona neanche in politica, ecco perché non ha senso “balconare” la vita aspettando che gli altri falliscano. “E’ un comportamento che non costruisce la civiltà”.

Vorrei lasciare come augurio a chi avrà l’incarico di governo, ma anche a tutti i cittadini, queste parole illuminanti di Papa Francesco. Gli amministratori corrotti «devoti della dea tangente» commettono un «peccato grave contro la dignità» e danno da mangiare «pane sporco» ai propri figli. Dio ci ha comandato: portare il pane a casa con il nostro lavoro onesto. Invece spesso diamo da mangiare ai figli pane sporco. E i figli, forse educati in collegi costosi, forse cresciuti in ambienti colti, hanno ricevuto come pasto sporcizia. Perché chi è corrotto nel cuore, portando pane sporco a casa, ha perso la dignità. E questo è un peccato grave. Corruzione è questo: è non guadagnare il pane con dignità. Forse oggi farà bene a tutti noi pregare per tanti bambini e ragazzi che ricevono dai loro genitori pane sporco. Anche questi sono affamati. Sono affamati di dignità». Da qui l’invito a «pregare perché il Signore cambi il cuore di quanti si sono lasciati catturare dai lacci della corruzione, perché comprendano che la dignità viene dal lavoro degno, dal lavoro onesto, dal lavoro di ogni giorno, e non da queste strade più facili che alla fine tolgono tutto». Tutto ciò vale per i politici, per ogni cittadino per ogni uomo. Dopo il voto del 4 marzo impegniamoci tutti a tradurre in scelte concrete quello che attraverso il voto democratico abbiamo espresso come desiderio profondo di vita per tutti.

 


articoli correlati

Un Avvento di speranza

Quotidianamente facciamo esperienza delle ferite che il male lascia nel cuore dell’uomo. Dinanzi al grido di dolore di molti uomini e donne, sperimentiamo tutta la nostra impotenza e, forse per paura o per autodifesa, ci chiudiamo nel nostro mondo. Ci proteggiamo dietro il muro dell’indifferenza, ma quel grido non ci lascia in pace. Stiamo vivendo

Vorrei dire “Basta ….

Come uomo e come credente sento forte il desiderio di ribellarmi, di dire basta ad un clima politico, nazionale ed internazionale, farcito di arroganza, narcisismo ed ipocrisia. Non possiamo continuare a rimanere in silenzio, girandoci semplicemente dall’altra parte. Desidero affermare con tutte le forze il diritto sovrano ad essere uomo, cittadina di una comunità che

Questo povero grida e il Signore lo ascolta

Domenica 18 novembre celebriamo la seconda Giornata Mondiale dei poveri che quest’anno Papa Francesco ha intitolato “Questo povero grida e il Signore lo ascolta”. Nel messaggio per questa giornata il Papa rivolge a tutti noi delle parole che infondono coraggio a chi è sfiduciato e allo stesso tempo richiamano ciascuno alla responsabilità di custodire la

Resistenza e resa

La vita è un dono meraviglioso che va assaporato nella sua semplicità ed unicità. Ogni uomo è portatore di un “unicum” che lo rende prezioso ed insostituibile. Il Dio della vita e dell’Amore desidera che ognuno possa vivere in pienezza i propri giorni nella libertà e nella gioia. Questa promessa di Dio illumina l’orizzonte verso