Fare il bene, comunicarlo bene. - CARITAS TARVISINA

Fare il bene, comunicarlo bene.

Fare il bene, comunicarlo bene.
A cura diu Sonia Marcon, docente in psicologia presso IUSVE.

Introduce Angelo Squizzato, direttore di Telechiara.

La comunicazione è un processo complesso in cui si intrecciano diverse variabili sia interne/personali che esterne/situazionali. Tra le variabili interne/personali consideriamo le caratteristiche di personalità, la capacità di gestire le proprie emozioni, la consapevolezza di sé e della situazione, la padronanza del contenuto da trasmettere, l’intenzionalità e la chiarezza di obiettivi, gli stili relazionali e comunicativi, le competenze nel dire e nell’ascoltare… Tra le variabili situazionali consideriamo il luogo in cui avviene la comunicazione (es. privato, pubblico, ristretto, ampio), la tipologia dei nostri interlocutori (es. familiari, amici, colleghi, conoscenti, sconosciuti, simpatizzanti, critici, oppositori…), il tempo (pochi minuti, esposizione articolata, botta-risposta…), il mezzo di comunicazione (di persona, intervista radiofonica, intervista televisiva, video conferenza, articolo…)… 
Per quanto si sia preparati sul proprio argomento (ed è già un punto di forza) non tutto si può prevedere in un processo di comunicativo, infatti può sempre capitare la domanda “sibillina”, l’obiezione polemica, il disaccordo, l’interruzione “maleducata”, l’attacco pregiudizievole, l’insistenza e l’accanimento con le domande, il fraintendimento… 
Tutte queste sono situazioni che diventano stressanti e quando si è sotto pressione emotiva il rischio è di “sbottare” dando il fianco a chi provoca, o di “ammutolirsi” dando l’impressione di non essere preparati o sicuri di sè. In pubblico la pressione aumenta e quindi anche il rischio. 
Pertanto, può essere molto utile prepararsi a queste evenienze, individuando i fattori di rischio ma anche e sopratutto le risorse o strategie su cui possiamo contare, es. padronanza dell’argomento (preparato anche tenendo conto di eventuali punti critici), disponibilità al confronto critico e non al combattimento, dialogo interno rassicurante, capacità di ascolto attento, capacità di mantenere la concentrazione sul qui e ora, capacità di sintesi e di chiarezza espositiva, capacità di autocontrollo emotivo. 

 


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