La relazione di prossimità

ci aiuterà a sostare sulla domanda che Gesù fa al dottore della legge e ad ognuno di noi: “chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?”. E’ importante focalizzare l’attenzione sul nostro essere prossimi e non solo sulle caratteristiche del povero che è il nostro prossimo, è un cambio di prospettiva fondamentale che può e deve metterci in discussione.



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La promozione umana

ci aiuterà a riflettere sul fine ultimo della nostra prossimità, che è mettere al centro l’altro, chiunque esso sia, per ridargli quella dignità e quell’importanza che talvolta la povertà toglie. Rimettere al centro l’altro significa credere nelle sue possibilità e imparare a riconoscerlo prima come uomo e poi come povero.