M’ILLUMINO D’IMPEGNO … essere luce nel mondo

Da venerdì 23 a domenica 25 febbraio si è vissuta l’esperienza M’illumino di impegno 2018. Domenica si è conclusa con la messa presieduta dal Vescovo e il pranzo in condivisione con i 50 ragazzi che hanno partecipato all’iniziativa, i loro animatori e i ragazzi migranti ospiti in alcune case accoglienza caritas.

Questi tre giorni hanno visto i ragazzi impegnati in momenti di servizio e di condivisione, ma anche in momenti di formazione spirituale, in ascolto di testimonianze di vita, di momenti di preghiera.

E in tutti questi momenti si sono dimostrati capaci di vivere con responsabilità le proposte, si sono lasciati toccare dalle testimonianze e dalla vita di chi hanno incontrato, si sono fidati e messi in gioco, hanno dato prova di una sana e rispettosa curiosità, senza pregiudizi e preconcetti.

Nella giornata di sabato, dedicata al servizio i ragazzi divisi in piccoli gruppi hanno potuto toccare con mano la dimensione dello stare accanto all’altro, della condivisione di una giornata, dell’esserci per il gusto dell’incontro e non solo per fare qualcosa insieme. Hanno accettato il rischio di questo incontro e sono entrati in relazione, in punta di piedi, prendendo le giuste misure e “tastando il terreno” prima di lasciarsi andare alla relazione. Sono stati discreti e consapevoli che, nei luoghi di servizio, gli ospiti erano loro e quindi, hanno portato rispetto del luogo dove si trovavano e sopratutto delle persone che incontravano.

Hanno vissuto anche profondi momenti di ascolto e confronto, lasciandosi toccare dai racconti dei nostri ospiti: don Gabriele Pippinato, Fabio Panozzo e John Baptiste Onama che hanno invitato i ragazzi ad essere protagonisti della loro vita, a credere nell’Amore che ci rende fratelli di un unico Padre e a non mollare, perché goccia dopo goccia si può cambiare il mondo.

Sabato sera c’è stato lo spettacolo “Stavolta cambio passo” sul tema della disabilità: Filippo, Edoardo ed Enrico hanno aiutato i ragazzi a comprendere fatiche e speranze di chi vive la disabilità in prima persona, richiamando chi è “dall’altra parte”, cioè noi, a non temere l’incontro sempre con rispetto, dignità e speranza.

“Mi porto a casa la voglia di vivere intensamente e con significato, così come ho fatto in questi giorni” . “Fare luce: veder il bello, la meraviglia mia e degli atri”. “Custodire e disciplinare la consapevolezza che anch’io posso cambiare il mondo…cambiando passo…”. “Mi impegno di cercare di capire meglio gli altri e non vedere solo i loro problemi ma anche le qualità che ognuno ha”. E anche l’impegno di aiutare di più, di non dare nulla per scontato, di informarsi di più, di apprezzare di più ciò che si ha e la vita, di non fermarsi alle paure, di scegliere il bene e di dare speranza, di mettersi in gioco e di testimoniare il bene. Questi alcuni impegni che ragazzi e animatori hanno condiviso durante il momento di verifica dell’esperienza che abbiamo vissuto domenica mattina, in cui i ragazzi ci hanno lasciato le loro impressioni, i loro sentimenti e alcuni consigli per il futuro.

“Grazie ai ragazzi che sono stati con noi nell’ambito del progetto “M’illumino d’impegno”, grazie per averci dato freschezza e visione del futuro”. Gli operatori di Casa Respiro così ringraziano i ragazzi per la loro presenza.


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