Affitti sociali

Il disagio abitativo che si registra in Italia, in base anche ai dati dei Centri di ascolto delle Caritas, è evidente, e nelle sue diverse configurazioni e livelli di intensità, ha raggiunto e superato la soglia dell’emergenza sociale.

Quando i soldi non bastano a causa della perdita del lavoro, la prima delle sicurezze a venir meno è la stabilità abitativa, specie quando la casa è in affitto. Molte infatti sono le famiglie che non riescono a pagare il canone mensile e si trovano nella tragica prospettiva di uno sfratto e nessun altra valida alternativa se non la strada.

Tale situazione inevitabilmente allarma e preoccupa per le tragiche conseguenze che porta alla famiglia colpita direttamente, ma anche all’intera comunità, per il diffondersi nel tessuto sociale di situazioni di tensione e di marginalità.

L’ingente aumento degli sfratti registrato negli ultimi anni nel panorama nazionale e nello specifico trevigiano, ha motivato l’iniziativa da parte di Caritas e Comune di Treviso ad individuare strumenti preventivi per evitare il provvedimento esecutivo. In accordo con le Associazioni di categoria di proprietari di immobili: A.S.P.P.I., CONFABITARE, CONFEDILIZIA, U.P.P.I., e le Associazioni a tutela degli inquilini: S.I.C.E.T. e S.U.N.I.A., nasce, a conclusione dell’anno 2014, il progetto Affitti Sociali come una mano tesa per non lasciare sprofondare queste persone nella disperazione.

L’accordo si intende a vantaggio non solo della famiglia che allontana il rischio di sfratto, ma anche del proprietario che, ricevendo regolare canone di locazione, evita ulteriori aggravi per affitti non corrisposti e l’avvio di onerose procedure legali. Le misure previste dall’accordo per garantire maggiore stabilità abitativa a fronte di precarie condizioni economiche familiari, sono: da un lato il supporto nella mediazione tra le parti per la riduzione del canone di affitto di almeno il 15 %, avvalendosi di contratti e tassazione agevolata senza oneri per il locatore; dall’altro un aiuto economico per un periodo non superiore ai 12 mesi per un importo massimo del 30% del canone ridotto, se la modifica del contratto non è sufficiente a compensare il modesto reddito familiare. A tale scopo è stato costituito un fondo di centomila euro al quale concorre in egual misura Caritas Tarvisina e Comune di Treviso.

Si vuole sottolineare come questo tipo di intervento non vada a vantaggio soltanto delle famiglie in difficoltà ma anche a favore di proprietari, spesso piccoli proprietari, evitando, o almeno sospendendo, l’avvio di onerose procedure di sfratto che gravano anche sul loro reddito.

Per quanto abbiamo potuto osservare nel 2015 e 2016 ancora in corso, nelle occasioni in cui è stato possibile realizzare l’accordo tra il proprietario di casa e la famiglia, è che il beneficio prodotto non riguarda solo l’aiuto economico e la salvaguardia della stabilità familiare, ma anche la riscoperta di un valore che rinsalda i legami di una comunità e che spesso dimentichiamo: la solidarietà fra le persone. Al contempo l’azione di sensibilizzazione e di coinvolgimento in un percorso comune di soggetti istituzionali ed enti privati interessati ha l’effetto di favorire la coesione del tessuto sociale.

 

 

AFFITTI SOCIALI-01

Requisiti di accesso

 I nuclei familiari e le persone che intendono accedere al progetto, devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • residenza anagrafica nel Comune di Treviso;
  • essere titolari di contratto di locazione registrato e intestato ad uno dei componenti della famiglia;
  • essere in possesso della dichiarazione di disponibilità del locatore a sottoscrivere nuovo contratto e/o riduzione del canone di locazione;
  • situazione di morosità non colpevole (ovvero non connesse a negligenza dell’inquilino nel pagare il dovuto tenendo conto delle prescrizioni contenute nel Decreto Ministeriale 14 maggio 2014 (pubblicato in G.U. 14.7.2014 n. 161, DGR n. 1783 del 29/9/2014.);
  • non ancora oggetto di procedura esecutiva dello sfratto;
    • presenza dei presupposti reddituali per la onorabilità degli impegni assunti (ovvero presenza di minimo reddito all’interno del nucleo anche se insufficiente al pagamento del canone);

 

Presentazione della domanda e documentazione da allegare

La domanda va presentata al Comune di Treviso presso i servizi sociali di Viale Vittorio Veneto, 27 con allegata la seguente documentazione:

  • Fotocopia di un documento di identità valido;
  • Attestazione ISEE;
  • Ultime tre buste paga di tutti i componenti del nucleo familiare ovvero altra documentazione attestante il reddito mensile del nucleo;
  • Movimenti di depositi bancari riferiti agli ultimi tre mesi con il saldo alla fine del mese precedente la data della presente domanda;
  • Copia del contratto di locazione registrato e ricevute di pagamento delle ultime tre mensilità di canone;

 

SONO SOGGETTI ESCLUSI DALL’EROGAZIONE DEL BENEFICIO:

  • assegnatari di alloggi ERP
  • nuclei sottoposti a precedenti sfratti per morosità;
  • nuclei in situazione di morosità colpevole;
  • nuclei proprietari di altre abitazioni.

 

VALUTAZIONE DEI REQUISITI E ISTRUTTORIA:

Presentata la domanda ai servizi sociali, segue un colloquio di approfondimento da parte dell’assistente sociale di riferimento; successivamente, verificata l’idoneità della richiesta e presa in carico, la situazione viene segnalata all’operatore Caritas che si mette in contatto con l’inquilino e il proprietario e attiva la rete delle associazioni di categoria per la consulenza sui contratti e agevolazioni.

Definito l’accordo tra proprietario e inquilino con la riduzione del canone, viene stabilito in apposita commissione tra Caritas e Comune (operatore caritas, assistente sociale e responsabile dell’ufficio Casa), l’aiuto economico e gli impegni reciproci delle parti per il superamento della situazione di difficoltà.

 

Il progetto di aiuto può durare al massimo 12 mesi.

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Persone di contatto

 

Paola Favaro

affittisociali@diocesitv.it

0422 1578009