Si aggrava la crisi alimentare in Africa. Caritas rinnova l'appello alla solidarietà - CARITAS TARVISINA

Si aggrava la crisi alimentare in Africa. Caritas rinnova l’appello alla solidarietà

Continua a mietere vittime la gravissime crisi alimentare dovuta al terribile connubio tra  guerra,  siccità, aumento ei prezzi del cibo ed estrema vulnerabilità  delle popolazioni rurali,  che sta colpendo vaste aree del continente africano. Nonostante gli appelli delle agenzie delle Nazioni Uniti, del Santo Padre, delle Chiese africane e delle organizzazioni non governative, persiste l’indifferenza del mondo dinnanzi a quella che è stata definita da alti ufficiali delle Nazioni Uniti la più grave crisi dal 1945 ad oggi.
Le situazioni più gravi sono in Sud Sudan, Somalia e nella regione del Lago Chad (Nigeria, Niger, Cameroun), ma le condizioni si sono aggravate molto anche in  Ethiopia e Kenya  dove oltre 8,3 milioni di persone sono in stato di grave insicurezza alimentare. La situazione permane critica anche in altri paesi come il Burundi,  lo Zimbabwe, il Malawi, il Madagascar colpiti da siccità e instabilità politica e finanziaria nonché in quelli che accolgono profughi burundesi e sud sudanesi come, l’Uganda, la Repubblica Democratica del Congo, il Rwanda, la Tanzania.   Complessivamente sono decine di milioni le persone colpite dalla crisi. La scarsità d’acqua è motivo anche di epidemie letali , secondo l’OMS in Somalia   nell’area di Bay da gennaio ad aprile 2017 si sono verificati oltre 10,000 casi di colera e 269 morti.
Come sempre accade nelle situazioni di maggiore crisi, sono le fasce più deboli a pagare il prezzo più alto. In Somalia l’indice di malnutrizione acuta è in continua crescita soprattutto tra i bambini e in un recente comunicato congiunto dell’Unicef e dell’Unhcr,  il numero di bambini fuggiti dal Sud Sudan, dove la guerra sta devastando il paese,  ha superato quota 1 milione, più di mille sono stati uccisi o feriti dall’inizio del conflitto nel 2013, quasi tre quarti  non frequentano le scuole e continuano a rischiare di essere reclutati da forze e da gruppi armati.

Caritas Italiana, come già lo scorso marzo, rinnova ancora una volta i ripetuti appelli delle Chiese africane e del Santo Padre (vedi l’appello di febbraio 2017) affinché le armi tacciano  e vi sia  un impegno cospicuo dei governi per fornire aiuto alle popolazioni colpite e avviare subito nuove e più efficaci politiche che agiscano sulle cause della crisi per evitare il ciclico ripetersi di tragedie annunciate come questa. Cause riconducibili all’azione dell’uomo  più che alla natura:  guerre, erosione dell’ambiente, cambiamento climatico,  politiche economiche a vantaggio delle grandi corporazioni e a svantaggio dei  piccoli agricoltori e comunità pastorali, debole rappresentanza politica di questi ultimi, speculazione finanziaria, stati fragili o falliti.

Caritas Italiana, impegnata da anni in molti di questi paesi, grazie alla solidarietà di comunità e singoli individui e ai contributi della Conferenza Episcopale Italiana per il Sud Sudan, ha in corso un vasto e articolato piano di interventi in appoggio ai programmi che le Caritas africane hanno avviato sin dall’inizio della crisi: distribuzione di cibo,  rifornimento di acqua,assistenza sanitaria e nutrizionale,  distribuzione di kit di emergenza,   sostegno ad attività produttive, attività di promozione della pace. In Sud Sudan, dove vi è l’impegno maggiore, gli interventi si concentrano nella distribuzione di kit alimentari di emergenza a 3000 famiglie particolarmente vulnerabili nelle aree più colpite dalla carestia, distribuzione di sementi  e attrezzi a 2500 piccoli agricoltori, distribuzione di beni non alimentari a 2400 famiglie, riabilitazione di un centro medio sanitario e nutrizionale  e interventi con cliniche mobili nelle aree più colpite dalla carestia, appoggio all’Ospedale San Daniel Comboni di Wau, unica struttura sanitaria per centinaiai di migliaia di persone e oltre 20.000 sfollati presenti nella città di Wau a causa della guerra civile.

Dato l’aggravarsi della crisi, sono al via nuovi programmi appoggiati da Caritas Italiana in Somalia, Kenya. In particolare:

Somalia: distribuzione di cibo a circa 60 famiglie con disabili e che hanno perduto gli animali, assistenza sanitaria e nutirizionale  a oltre 10.000 bambini malnutriti e madri con neonati da allattare, assistenza per accesso ad acqua e cibo a 9.600 persone vulnerabili per sei mesi. Le aree di intervento sono il Somaliland e il Sud della Somalia presso Afgooye e Gedo.

Kenya: distribuzione di cibo a oltre 5000 famiglie e  481 scuole dell’infanzia in situazione di grave insicurezza alimentare, costruzione e riabilitazione di sistemi di fornitura di acqua per oltre 70.000 persone (pozzi, pompe, cisterne, filtri), distribuzione di sementi per la ripresa di attività agricole,  attività di promozione della pace tra le comunità a rischio di conflittualità dovute alla scarsità di risorse.
Caritas Italiana rilancia l’appello alla solidarietà alle comunità cristiane e alle persone di buona volontà per un aiuto concreto a sostegno dei fratelli e le sorelle colpiti da questa tragedia.


articoli correlati

COVID-19: nuovo monitoraggio Caritas su povertà e risposte ai bisogni

Il 2 luglio di 49 anni fa, fortemente voluta da San Paolo VI, nasceva Caritas Italiana. In questi decenni ha sempre cercato, in fedeltà al mandato ricevuto, di essere – come ha sottolineato papa Francesco in occasione del 45° – “stimolo e anima perché la comunità tutta cresca nella carità e sappia trovare strade sempre nuove per farsi vicina

NOTA CARITAS DIOCESANA SUGLI INDUMENTI USATI

Premessa La raccolta degli indumenti usati e la distribuzione alle persone in difficoltà è stato uno dei primi servizi che si è strutturato nelle caritas parrocchiali e anche nella Caritas Diocesana. La Caritas Diocesana ha raccolto gli indumenti usati attraverso delle raccolte straordinarie a livello diocesano e attraverso i cassonetti gialli dislocati nel territorio. Il

We the Syrians: Proposta di Pace per la Siria

La Proposta di Pace “Noi siriani” è il risultato di anni di lavoro delle comunità di rifugiati siriani nel nord del Libano e in tutto il mondo, di civili che non appartengono a fazioni politiche e credono ancora in mezzi nonviolenti per porre fine alla guerra in Siria e tornare alle loro case. Il nostro

Le nostre croci, i nostri sorrisi: volontari Caritas che vogliamo ricordare

Dodici croci. Quelle segnalate dalla Caritas per le quali operavano. Dodici persone comuni. Dodici cristiani della porta accanto. Dal sorriso caloroso. Dall’incomprimibile, mai sbandierata attitudine a piegarsi sull’altro, il bisognoso, il povero, il marginale. Il fratello. Dodici uomini e donne che si sono donati. Con semplicità. Nella quotidianità. Perché sì, se te lo chiede la