SOLO PER AMORE - CARITAS TARVISINA

SOLO PER AMORE

don(Luca 3, 1-18)

Anche in questa terza domenica la figura di Giovanni Battista, con la sua radicalità e forza scuote le nostre coscienze, spesso assopite dal tran tran quotidiano. Siamo chiamati ad una profonda conversione che è quella di aprire il cuore, di essere capaci di accogliere l’altro come dono prezioso della nostra vita. Ogni giorno tocchiamo con mano molte ingiustizie e crudeltà che riducono alla sopravvivenza molti uomini, facendoli precipitare nei bassi fondi dell’indifferenza e della marginalità. Il Battista ci invita a rompere questa spirale negativa che prosciuga anche il più esile germoglio di speranza. Come farlo ? Aprendo il nostro cuore al dono. Il suo appello ci chiede di camminare su due sentieri: quello del dono e quello della giustizia. Tutto quello che abbiamo ci è stato donato perché lo sappiamo condividere con gli altri e per il bene di tutti. Ciò significa superare la logica della proprietà privata a favore di una logica di comunione. Trattenere ciò che è in abbondanza o peggio ancora sprecarlo significa rubarlo ad altri. E quando si continua ad alimentare questa logica dello spreco non si è più capaci di custodire e promuovere la vita. Il cuore si indurisce e l’orizzonte si appiattisce sul nostro io e sui nostri bisogni. Non si vedono gli altri, non si è più in grado di riconoscere il dono che è nell’altro, ma si vede solo un avversario da sconfiggere o un nemico da eliminare. In secondo luogo dobbiamo ritrovare la forza di lottare per la giustizia, di dare voce ai più deboli. Non possiamo lasciarci imbrigliare dalle catene dell’individualismo, ma dobbiamo riscoprire che la vita di ciascuno è in profonda relazione con quella degli altri. Promuovere un mondo più giusto significa onorare la sacralità di ogni esistenza umana, anche la più debole e ferita. In questa prospettiva siamo chiamati non solo a vivere un cammino di ridistribuzione dei beni e delle risorse, ma anche di vera e propria restituzione. Prestiamo attenzione a non confondere con carità ciò che spetta per giustizia. Aprire il nostro cuore agli altri è il dono più grande che possiamo vivere, perché significa desiderare il bene dell’altro, essere appassionati del bene, seminare amore e speranza. Quando si diventa capaci di stare ed abitare nelle terre di mezzo, ci mettiamo in ascolto del mistero che caratterizza l’altro ed impariamo a vivere relazioni profonde. Cadono i pregiudizi e si diventa capaci di gesti unici nella storia: sono i segni della Carità. Questa logica della gratuità ci chiede allora di accogliere il dono di Dio che si fa storia nella debolezza e nella quotidianità; ci invita ad aprire le porte del nostro cuore e della nostra casa a chi bussa ed è alla ricerca della Vita; ci esorta a diventare dono di Amore per gli altri, pane spezzato per la fame di tanti nostri fratelli. Accogliere il dono di Dio per riconoscere il dono che è nell’altro e farsi dono senza misura: è questo il senso meraviglioso della vita. È vivere della gioia di essere stati, anche per un solo istante, gioia per gli altri. Don Davide Schiavon


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