RD Congo. Impegno per pace e dignità. “No alle guerre” - CARITAS TREVISO

RD Congo. Impegno per pace e dignità. “No alle guerre”

La Caritas è una delle poche realtà che, pur con molte difficolta, sta operando

La situazione a Goma e in tutto il Kivu è sempre più drammatica. Benché sia stato annunciato un “cessate il fuoco”, dalla testimonianza degli operatori di Caritas Goma risulta che in città vi sono stati fino a poco tempo fa, focolai di scontri. Tuttavia ora per la gran parte la città è calma. Le violenze e i combattimenti sono dilagati nelle ore passate verso Bukavu e anche in altre aree intorno Butembo Beni e Bunia. I morti si contano a centinaia, migliaia i feriti che hanno sovraffollato le strutture sanitarie della zona, che soffrono di carenza di medicinali. Continua ad aumentare il numero degli sfollati che necessitano di assistenza in varie aree. Si tratta di centinaia di migliaia di persone, tra cui molti che lo erano già a causa di precedenti conflitti e che sono ora di nuovo in fuga, creando in alcuni casi accampamenti informali, ritornando nei loro villaggi di origine, chiedendo ospitalità presso altre famiglie già estremamente povere, presso parrocchie, scuole, centri collettivi. I ribelli hanno deliberatamente distrutto diversi campi di sfollati preesistenti, mettendo in fuga le persone.

Tutto questo rende la situazione umanitaria gravissima, da un punto di vista alimentare, igienico-sanitario, di alloggio e psicologico. La carenza di acqua costringe le persone a rifornirsi dal lago Kivu e vi è una grande carenza di servizi igienici nei siti di sfollati, il che comporta un altissimo rischio di colera ed altre epidemie. La gran parte delle agenzie umanitarie hanno interrotto l’operatività a causa dell’insicurezza aggravando la situazione umanitaria.

La Caritas locale a Goma, Bukavu, Butemo Beni, Bunia è una delle poche realtà che, seppur con molte difficolta, sta operando grazie alla rete parrocchiale con un monitoraggio costante della situazione, grazie a un sistema di allerta per monitorare gli sfollamenti e i bisogni, e la fornitura di aiuti ma con risorse estremamente limitate. In particolare, la Caritas sta fornendo acqua in alcune parrocchie e siti per sfollati, a Goma sta attivando cliniche mobili e un accompagnamento e un supporto delle donne incinte e dei neonati, sta fornendo un sostegno psicosociale delle vittime di violenza di genere, sta sostenendo il trasporto dei feriti verso le strutture sanitarie appropriate.

“A proposito del valore primario della vita umana, ribadisco il ‘no’ alla guerra, che distrugge, distrugge tutto, distrugge la vita e induce a disprezzarla. E non dimentichiamo che sempre la guerra è una sconfitta. In questo Anno giubilare, rinnovo l’appello, specialmente ai Governanti di fede cristiana, affinché si metta il massimo impegno nei negoziati per porre fine a tutti i conflitti in corso. Preghiamo per la pace nella martoriata Ucraina, in Palestina, Israele, Libano, Myanmar, Sudan, Nord Kivu”. — Papa Francesco, Angelus, 2.2.2025

Caritas Italiana è in costante contatto con le equipe delle Caritas locali per sostenere gli interventi in corso e futuri. Si unisce all’appello del Papa e della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana affinché “tutte le parti in conflitto si impegnino per la cessazione delle ostilità e per la salvaguardia della popolazione civile di Goma e delle altre zone interessate dalle operazioni militari e affinché le Autorità locali e la Comunità internazionale facciano il massimo sforzo per risolvere con mezzi pacifici la situazione di conflitto” e per ristabilire il diritto internazionale che anche in questa guerra è stato calpestato.

Si chiede inoltre che l’Unione Europea agisca in coerenza con i pronunciamenti a favore di un commercio regolare e trasparente dei minerali rari, di cui è ricca la Repubblica Democratica del Congo e che sono il motore di fondo di quanto sta avvenendo. Tutti i finanziamenti che direttamente o indirettamente sono volti alla fornitura di armi ai gruppi ribelli e ai loro sostenitori vanno immediatamente interrotti.

“Il nostro impegno non verrà meno per la promozione della dignità umana e di un futuro di pace”. Auspichiamo che l’annunciato “cessate il fuoco” possa migliorare la situazione e rappresentare un primo passo verso la soluzione del conflitto.


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