CASA JAWO - CARITAS TARVISINA

CASA JAWO

Qui parliamo di un sogno, di una visione, di una scommessa e di una profezia. Il progetto Casa Jawo è nato, grazie ad una progettualità 8xmille, dal desiderio di offrire ai e alle giovani uno spazio accogliente e familiare in cui vivere relazioni aperte all’incontro con l’Altro, per tracciare e percorrere insieme sentieri di Pace. Le mura di questo spazio hanno preso il nome del nostro amico Jawo, custode della Casa della Carità che è tornato alla Casa del Padre nel 2021.

“In questa casa il divano deve essere scomodo: un divano cioè che ci faccia sedere insieme … ma che non ci faccia restare seduti, comodi nelle nostre sicurezze. Casa Jawo si propone di avere sempre le porte aperte a chiunque voglia entrare in relazione con gli altri in uno spazio libero da pregiudizi. È insieme uno spazio di condivisione e consapevolezza. L’incontro con il diverso e la relazione di prossimità ci spingono a uscire da noi stessi, per essere sempre più partecipi del mondo, attivamente coinvolti.” [dalla bozza del Manifesto del Divano Scomodo]

 

Questo progetto è cominciato con un pugno di 14 giovani tra i 19 e i 30 anni che avevano in comune il filo rosso dell’incontro con la povertà, nelle esperienze di servizio con Caritas. Tutti portatori sani di idee, proposte e bellezza da vendere, ma che prospettavano un mosaico di possibilità difficilmente componibile se non attraverso una frammentazione poco comunitaria. Da qui la scelta di intraprendere un percorso laboratoriale di teatro sociale, che fino a giugno 2023 ha visto il gruppo lavorare assiduamente nell’esplorare gli interstizi della relazione con se stessi e con gli altri, al fine di costruire un humus comune che potesse permettere alle/ai partecipanti di lavorare, poi, insieme con rinnovata capacità di accoglienza reciproca, e desiderio di apertura e contaminazione.

Il laboratorio è stato più coinvolgente del previsto, e nel tempo sono emerse in maniera evidente alcune fatiche, motivate dall’aver deciso di intraprendere questo percorso introspettivo ma anche totalizzante rispetto ai tempi del progetto, senza aver contezza della complessità e senza aver bene in mente cosa aspettarsi. Alcuni si sono, quindi, staccati dal percorso ma è stato interessante il dibattito che ha innescato questa
spaccatura, perché ha permesso di far emergere lo spessore della motivazione nella partecipazione di tutte le altre e tutti gli altri. Al termine del corso laboratoriale è stata realizzata una performance teatrale, l’11 giugno 2023, costruita interamente dalle e dai giovani: a partire da alcuni spunti colti durante gli incontri dall’operatrice conduttrice del laboratorio, ciascuna e ciascuno di loro ha sviluppato uno scenario di pochi minuti che, in maniera interattiva, accompagnava spettatori, spettatrici e partecipanti ad entrare in un viaggio nell’immaginazione
e nell’esplorazione di emozioni e paure. Questo appuntamento ha avuto il gusto del dono, di un percorso stancante ed intenso, complicato e prezioso, in cui la maggior parte di loro si è messa in gioco partendo da una esplicita difficoltà nel contatto fisico, nel lasciarsi andare alle dinamiche che il laboratorio proponeva.

L’evidente dinamica esclusiva del tempo dedicato al laboratorio teatrale ha aperto inevitabilmente alla riflessione del gruppo sulla necessità impellente di aprire le porte al più presto al mondo fuori. Dal dopo teatro, quindi, tutte le iniziative di Casa Jawo hanno come regola l’apertura a tutte e tutti i giovani del target 18-30 anni che possano dirsi interessati o che si desideri coinvolgere, dentro l’obiettivo più profondo di offrire le opportunità del progetto a persone potenzialmente escluse o estranee dai convenzionali contesti sociali tipici dei gruppi giovani e associativi, da cui però proviene la maggior parte dell’equipe.

Il 26 marzo 2023 c’è stata l’inaugurazione di Casa Jawo, all’interno di una serata dal tema “Scelte di Pace, Scelte di Vita”. È stata offerta la testimonianza del Prof. John Baptist Onama, professore universitario di Padova e all’Istituto Salesiano di Venezia, che col racconto della propria storia come profugo e poi bambino-soldato, ha ricordato come grazie all’aiuto di molte persone incrociate nel suo cammino, non ha smesso di credere nei suoi sogni e nella possibilità di una vita di bene e di pace lontano dalla guerra. Alla relazione è seguito un percorso itinerante guidato dai giovani del progetto, per far conoscere le diverse stanze della casa riqualificata grazie ai fondi dell’8xmille, e dei valori e intenzioni che hanno mosso la costruzione di questo progetto. Le tappe sono state costruite per offrire degli spazi narrativi e partecipativi sui valori attorno ai quali si stanno ritrovando i/le giovani impegnati/e.

Ti interessa il progetto? Sei giovane e vuoi essere coinvolto anche te nelle attività? Contatta le referenti del progetto! Ti aspettiamo!

notizie

Carbonera in formazione!

Ciclo di incontri per capire cosa significa avviare un Centro di Ascolto Volontari in prima linea nel servizio ma ancora prima nella formazione, all’insegna del Bene che va fatto bene! Si è concluso ieri il percorso formativo con la Caritas di Carbonera per capire cosa significa avviare un CENTRO DI ASCOLTO all’interno della comunità. Un