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Emergenza Sudan

Emergenza Sudan: tre anni di guerra

Il 15 aprile 2026 la guerra entrerà nel suo quarto anno. Tre anni segnati da violenze diffuse, atrocità impunite e dalla più grave crisi umanitaria e di sfollamento al mondo che continuano nel silenzio e l’oblio generale.

La guerra continua senza alcun spiraglio reale di un possibile cessate il fuoco in un contesto che resta fluido, complesso e in costante evoluzione.

Tre anni che hanno costretto più di 33,7 milioni di persone a sopravvivere di aiuti umanitari, sempre più scarsi e per alcuni inaccessibili. Sono più di due persone su tre in tutto il Sudan, con un aumento nel 2026 di 3,3 milioni di persone rispetto al 2025.

Oltre 25 milioni di persone, circa la metà della popolazione, è in condizione di grave insicurezza alimentare. L’assistenza alimentare di emergenza può raggiungere solo una persona su cinque tra quelle che ne hanno bisogno — un livello largamente insufficiente per prevenire la forma più grave e mortale della fame definita come “carestia” o fornire servizi di base alle famiglie costrette a fuggire dalle proprie case.

I combattimenti hanno condotto alla più grave crisi di sfollamenti al mondo: 1 sudanese su 4, pari a 11,8 milioni di persone, ha dovuto lasciare la propria causa della guerra in corso. Di questi 7,3 milioni sono all’interno del Paese e 4,5 nei Paesi vicini. Molte di queste persone vivono in campi sovraffollati o rifugi improvvisati e affrontano violenza di genere, fame e focolai di malattie.

Per quanto concerne la salute, il 70% delle strutture sanitarie non sono più operative, lasciando 2 sudanesi su 3 senza assistenza sanitaria.

Le donne e i bambini stanno pagando il prezzo più alto di questa guerra. Oltre 17,3 milioni di bambini hanno bisogno di assistenza umanitaria — più della popolazione combinata di Londra, Parigi e Roma — e oltre 7 milioni di bambini sono stati sfollati, spesso più volte.

Tre anni che continuano a consumarsi lontano dai riflettori dell’opinione pubblica. Per questo, alcune organizzazioni della società civile e della Chiesa, tra cui Caritas Italiana, hanno deciso di unire le forze per rompere l’invisibilità e sollecitare un maggiore impegno informativo, diplomatico e umanitario.

 

Un webinar per dare voce a una crisi dimenticata

Lunedì 2 febbraio 2026 è stato organizzato un webinar,Guerra in Sudan: un assordante silenzio”, che è possibile rivedere. Un momento di approfondimento e testimonianza aperto a tutti, per garantire la massima diffusione dell’iniziativa.

Donazioni

Ricordiamo che Caritas Italiana ha attiva una raccolta fondi a sostegno di programmi umanitari in Sudan e nei paesi di accoglienza dei rifugiati in Sud Sudan, Ciad, Egitto. Gli interventi consistono in aiuti in denaro, beni di prima necessità, accesso all’acqua e all’igiene, prevenzione delle violenze di genere. Aiuti che hanno raggiunto decine di migliaia di persone e che proseguono nonostante le difficoltà.

La Fondazione Caritas Treviso raccoglie fondi a sostegno di questi interventi.  Per sostenere le attività in essere puoi fare la tua donazione attraverso bonifico bancario:

Iban: IT55 H 08399 12000 000000318111 (intestato a Fondazione Caritas Treviso ente filantropico)

Causale: Emergenza Sudan.

E’ possibile fare le donazioni anche con la carta di credito o PayPal: DONA ORA

Tutte le offerte consentono di usufruire delle detrazioni fiscali previste dalla legge.

 

Aggiornato il 18/03/2026