Ascoltiamo il silenzio - 4 ottobre 2024 - CARITAS TREVISO

Ascoltiamo il silenzio – 4 ottobre 2024

Accoglienza, misericordia e fraternità per rispondere al grido di aiuto: alla veglia per i migranti morti lungo il viaggio, l’abbraccio del vescovo e dell’imam

 

Un vescovo e un imam che si abbracciano dopo esserci posti reciprocamente sulle spalle un telo termico: è questa l’immagine forte che si portano nel cuore i molti partecipanti alla veglia di preghiera “Ascoltiamo il silenzio”, che si è svolta venerdì sera, 4 ottobre, in Casa della carità, la sede della nostra Caritas diocesana di Treviso. Quel telo che spesso è il primo gesto di calore umano e di accoglienza per tante persone che arrivano stremate dai viaggi della speranza, per mare e per terra.

agenzia foto film treviso caritas veglia ascoltiamo il silenzio

E’ stato molto partecipato, nonostante il freddo e la pioggia, il tradizionale momento di preghiera che come Caritas tarvisina proponiamo in ricordo di chi muore in mare e lungo le altre vie della migrazione: un’iniziativa che si tiene da 11 anni, in occasione dell’anniversario del tragico naufragio del 2013, a poche miglia da Lampedusa, nel quale morirono 368 persone e altre venti non furono mai ritrovate.

“Facciamo memoria delle quasi 30 mila persone che negli ultimi 10 anni sono morte, scomparendo lungo la rotta del Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. Da Lampedusa a Cutro, si continua a morire in mare senza che nulla sia cambiato – hanno ricordato le meditazioni lette da operatori Caritas e volontari, intervallate da parole di Papa Francesco -. Le politiche di deterrenza, l’innalzamento di muri, gli accordi con Paesi terzi da parte dell’Unione Europea per fermare le partenze, continuano a causare sofferenze e tragedie, e a diffondere mentalità e atteggiamenti di chiusura”.

“Ci ritroviamo nel giorno di san Francesco in questa casa che vuole testimoniare accoglienza e incontro – ha sottolineato don Bruno Baratto, direttore della Caritas tarvisina – per una preghiera che quest’anno avrà una forza in più, perché accompagnata dall’intercessione di don Davide Schiavon, morto quasi un anno fa. Con noi ci sono il nostro vescovo, Michele Tomasi, il vicario generale, mons. Mauro Motterlini, e Sallahdine Mourchid, imam dell’associazione culturale islamica Attawasol, di Montebelluna, a testimoniare la scelta di una reciproca accoglienza di incontro e di scambio, ricordando la scelta di san Francesco che in tempo di guerra e di ostilità scelse di andare ad incontrare disarmato il sultano Malik-al-Kamil, in Egitto, in pace e fratellanza”.

L’imam ha messo in luce l’importanza di incontrarsi ricordando “i valori di misericordia e compassione che ci uniscono tutti come esseri umani, indipendentemente dalla nostra fede ed etnia. La migrazione è parte dell’esperienza umana e Dio benedice gli sforzi di coloro che migrano in cerca di giustizia e sicurezza e ascolta il grido di coloro che soffrono”.

agenzia foto film treviso caritas veglia ascoltiamo il silenzio

Il vescovo, commentando il brano della donna cananea che ottiene da Gesù la guarigione della figlia, perché lui la guarda e la ascolta, ha ricordato che oggi molti vorrebbero che il grido dei migranti smettesse, perché dà fastidio, perché mette in difficoltà i sistemi economici e gli equilibri internazionali. “Ma noi vorremmo che questa voce, di tutti quelli che nel mondo si mettono in cammino, venisse sentita dai grandi e dai potenti, che potessero ascoltare quel grido e guardare quegli occhi. Ai fratelli e alle sorelle che sono morti – la riflessione di mons. Tomasi – vorrei dire che noi vorremmo cambiare, che la nostra fraternità è grande e che vi accogliamo, che vogliamo aprire le braccia, le case, le fabbriche, le parrocchie, le relazioni. Vogliamo che siate liberi dal male che ci fa nemici e che ci fa combattere guerre. Preghiamo con insistenza il Signore, diamo voce noi a quel grido di aiuto, perché possiamo accogliere e godere della fraternità con tutti”.

Al termine, il vescovo e l’imam hanno consegnato a tutti i partecipanti un pezzettino di telo termico e un’immagine di Maria, colei che ha accolto e avuto cura di Gesù: “un impegno affidato a ciascuna e ciascuno di noi e a tutti noi insieme”.

Si tratta in particolare di un’immagine della “Madonna di Loreto nel manto dei rifugiati” dell’artista Margherita Galluci, assieme al canone di Taizé “The Kingdom of God is justice and peace, and joy in the Holy Spirit. Come, Lord, and open in us the gates of your Kingdom” (Il Regno di Dio è giustizia e pace. E gioia nello Spirito Santo. Vieni, Signore, apri in noi le porte del tuo Regno).

 

Foto: agenzia Foto film Treviso

 


Ultime notizie

Vicini al popolo colombiano

In Colombia la terra ha tremato nella mattina di lunedì 10 agosto, lasciando dietro di sé un bilancio ancora in evoluzione e una situazione umanitaria sempre più complessa. Alle 7.34 di lunedì 10 luglio, un terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito vaste aree dell’ovest e del centro del Paese, con epicentro nei pressi di San José

Contrasto alla povertà educativa: presente e futuro

Presente e futuro delle nostre attività di contrasto alla povertà educativa  Il progetto di collaborazione Dopo e Prima promosso da Fondazione Caritas Treviso per il contrasto alla povertà educativa attualmente unisce 25 doposcuola parrocchiali della diocesi di Treviso impegnati a sostenere e accompagnare bambini/e e ragazzi/e in difficoltà scolastica. In questi anni la collaborazione si

Emergenza in Venezuela (agg. 1° agosto)

Dopo il sisma la solidarietà non si ferma: oltre 15 mila tonnellate di aiuti già distribuite È La Guaira la zona più colpita dal terremoto del 24 giugno 2026. La presidente ad interim, Delcy Rodríguez, ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale dopo le due forti scosse, di magnitudo 7,2 e 7,5, che hanno interessato il nord-ovest

Riapertura locali mensa in Casa della Carità a Treviso

Treviso, 23 giugno 2026. A partire da ieri sera, lunedì 22 giugno, sono stati riaperti i locali della mensa in Casa della Carità, con modalità che consentano una riduzione del rischio, ma anche il ripristino di una relazione serena con gli ospiti dei servizi e tra gli ospiti stessi, in uno spazio custodito e accogliente.