Ascolto: il primo gesto di carità - CARITAS TREVISO

Ascolto: il primo gesto di carità

 

C’è un momento, in ogni giornata in Caritas, in cui tutto si ferma. È l’istante in cui una persona entra nel nostro Centro di Ascolto e incrocia lo sguardo di chi lo accoglie, un volontario, un operatore… Non importa il rumore del mondo fuori: in quell’incontro silenzioso si apre uno spazio nuovo, uno spazio di fiducia. È lì che inizia la nostra missione, prima ancora dei servizi, dei numeri, dei progetti. Perché in Caritas l’ascolto è il primo gesto di carità.

Ascoltare è vivere uno spazio di accoglienza e condivisione con l’altro, uno spazio che se scelto e voluto può diventare una feconda reciprocità. Perché, comunque, l’ascolto va scelto, responsabilmente, non è un’azione casuale, è desiderare di entrare nella storia dell’altro in punta di piedi e in rispettoso silenzio, per dargli spazio e cercare di comprendere ciò che vuole dirci.

Ascoltare è accettare la libertà dell’altro, è fare esercizio di umiltà e cura, una cura per l’altro, ma che può diventare anche cura per sé stessi. È una forma di cura verso l’altro quando si sceglie di dedicarci all’altro, di metterlo al centro della sua storia, di renderlo protagonista nella realizzazione della sua vita e nella ricerca di possibili strade. È cura per chi ascolta perché diventa atto di umiltà verso sé stessi, è abbassare le difese, lottare contro i propri pregiudizi. Diventa anche impegno civile quando si dà voce a chi non viene ascoltato da nessuno.

Ascoltare è un atto di carità che si misura sull’amore e la fiducia verso l’altro, sul rispetto della sua storia e della sua capacità di farcela; è credere nel suo protagonismo e nelle sue capacità, è desiderare con lui il meglio per lui, è tifare per lui ad ogni passo in avanti lungo il percorso della vita che sceglie di vivere.

Ascoltare è riuscire anche a stare dentro alla sofferenza e alla rabbia dell’altro, in silenzio per lasciare spazio allo sfogo, al dolore, alla denuncia; è dare forma e legittimità alle emozioni, senza necessariamente pensare alle soluzioni, è stare e basta.

Ascoltare è certamente una forma di aiuto, il primo per noi, fondamentale, prima di ogni altra forma di assistenza, prima del cibo, del letto e di qualsiasi altra richiesta, l’ascolto è ciò che permette ad entrambi di conoscere e comprendere ciò che sarà urgente e necessario, ma non si ferma a questo. È prima di tutto incontro tra persone.

Questo è l’ascolto in Caritas: non un servizio tra gli altri, ma la radice da cui tutto fiorisce. È ciò che permette alla persona di sentirsi vista e non giudicata, accolta e non catalogata. È ciò che fa la differenza.

Per garantire il servizio del nostro Centro di Ascolto sono necessarie risorse e competenze, perché l’ascolto richiede cura, richiede persone formate, presenza costante, luoghi accoglienti, strumenti adeguati oltre che volontari appassionati. Ci piacerebbe che questa attività fosse compresa e sostenuta anche dalla comunità, come segno di vicinanza concreta nei confronti di chi ne ha bisogno. Così è nata l’iniziativa del tempo quaresimale e di Pasqua di quest’anno: “L’ascolto (si) fa bene”. Scopri altri dettagli e dona ora: www.caritastarvisina.it/quaresima-2026/

Cecilia Gastaldon, referente del Centro di Ascolto diocesano


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