ALL’ASCOLTO DELLA SUA VIVA VOCE - CARITAS TREVISO

ALL’ASCOLTO DELLA SUA VIVA VOCE

Circa un anno fa, con mia moglie, abbiamo aderito al progetto “RIFUGIATO A CASA MIA”quale famiglia tutor. Senza dubbio, il momento che ha maggiormente caratterizzato questo percorso è stato partecipare all’udienza di Papa Francesco con tutti coloro che, all’interno della Caritas Tarvisina, sono impegnati a qualsiasi titolo in questo progetto.

Quando chiesi a Festus ed Hamadou se avessero desiderato partecipare con noi all’udienza papale, senza alcuna esitazione hanno accettato e con tale trasporto da rendere palpabile la loro felicità.

Sin dalle 06:30 del 26 settembre 2017 , momento della partenza davanti la Chiesa Votiva di Treviso, ero colmo di emozione e come me anche tutti gli altri nostri compagni di viaggio, primi tra tutti i nostri fratelli migranti. Ci aspettava un’esperienza profondamente toccante: sentire e vedere “DAL VIVO” Papa Francesco. Quante volte avevo sentito e/o visto il Papa per televisione con partecipazione e trasporto. Ma questa volta il Papa sarebbe stato a pochi metri, avrebbe parlato a quanti partecipano al progetto della Caritas e quindi avrebbe parlato anche a me. Questa attesa mi riempiva di estasica inquietudine, come lo sposo che attende in Chiesa la sua sposa. Il viaggio è stato calmo e tranquillo, piacevolmente intervallato dai vari annunci degli operatori Caritas, dalle soste caffè e per il pranzo. Giunti a Roma, ci attendeva una guida che ci ha accompagnato durante la visita di alcuni siti della Città Eterna, quali: l’Arco di Costantino, Arco di Settimo Severo, piazza del Campidoglio, chiesa di Santa Maria in Aracœli. La serata si è conclusa con la celebrazione della Santa Messa nella chiesetta della casa di accoglienza Fraterna Domus di Sacrofano, dove abbiamo cenato e passata la notte. Al mattino successivo, dopo una rapida colazione alle 06:00 del mattino, siamo partiti alla volta di piazza San Pietro per la tanto attesa udienza papale.

Alle 07:00 eravamo in coda per entrare a piazza San Pietro con tantissimi altri fedeli. Un desiderio accumunava tutti: vedere Papa Francesco ma soprattutto ascoltare la sua viva voce che ti infonde speranza ed amore verso il prossimo.

Finalmente Francesco ha fatto il suo ingresso a bordo della papamobile e tutti siamo stati calamitati dalla sua presenza e nel suo usuale gesto benedicente mi ha dato l’impressione che salutasse ciascuno di noi.

Al termine del giro di piazza San Pietro ha iniziato il suo discorso. Ascoltare quelle parole di amore e di pace mi ha fatto sentire in comunione, non solo con i presenti, ma anche con tutti i miei fratelli in Cristo.

Quando da bambino frequentavo il catechismo venivo sempre attirato da un enorme quadro che adornava l’aula parrocchiale, rappresentante un Gesù che accoglieva dei bambini con le braccia spalancate. Nell’ascoltare le parole del Papa: “…Cristo stesso ci chiede di accogliere i nostri fratelli e sorelle migranti e rifugiati con le braccia, con le braccia ben aperte…” l’immagine di quel quadro mi è subito balzato alla mente e con essa è stato risvegliato, quel sentimento ormai assopito che la accompagnava.

Prima dei saluti finali nelle varie lingue, Francesco ha dato inizio alla campagna “Condividiamo il viaggio” iniziativa voluta da Caritas Internazionale. Siamo stati tutti incoraggiati, io per primo, ad impegnarci maggiormente nell’accoglienza dei nostri fratelli e sorelle migranti.

Sentire la voce del Papa è già stato di per sé un’esperienza ricca, ma nel corso dei saluti finali ho sentito la pienezza nel cuore “Do il benvenuto ai migranti, richiedenti asilo e rifugiati che, assieme agli operatori della Caritas Italiana e di altre organizzazioni cattoliche, sono segno di una Chiesa che cerca di essere aperta, inclusiva, accogliente.” Queste parole mi hanno particolarmente toccato. “IL PAPA MI HA SALUTATO. HA SALUTATO PROPRIO ME”. Che emozione indescrivibile!

Con il cuore nuovo, pieno di gioia e commozione abbiamo intrapreso il viaggio verso casa.

Durante il ritorno, al termine della Santa Messa celebrata nella parrocchia di San Donato a Calenzano, la prima parrocchia di don Lorenzo Milani, abbiamo vissuto un altro momento toccante in cui mi sono sentito “pezzo” della famiglia cristiana. La consegna da parte di don Davide a tutti i presenti di una tessera di un puzzle : di per sé un unico pezzo non è nulla, ma la sua mancanza rende il puzzle stesso incompleto.

San Giovanni Paolo II ha detto «non “lasciatevi vivere”, ma prendete nelle vostre mani la vostra vita e vogliate decidere di farne un autentico e personale capolavoro». E dopo questa meravigliosa esperienza è ciò che in cuor mio ho promesso. Dipingere una vita di carità e accoglienza con tutti i fratelli.


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