Rapporto cittadini stranieri residenti a Treviso 2024-2025 - CARITAS TREVISO

Rapporto cittadini stranieri residenti a Treviso 2024-2025

Presentato il 20esimo Rapporto sulla presenza e sulla distribuzione degli immigrati nella provincia di Treviso. 

Stabilità apparente: una presenza a crescita debole, ma con significative traiettorie di cambiamento

 

Mercoledì 3 giugno è stato presentato il  20° rapporto sui residenti stranieri in provincia di Treviso che conferma l’impegno delle organizzazioni promotrici (Anolf/Cisl Treviso-Belluno, Caritas Treviso e Caritas Vittorio Veneto, Migrantes Treviso, La Esse scs, e Una Casa per l’Uomo scs) – con il supporto tecnico dell’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro e dell’Ufficio Studi e statistica della Camera di Commercio di Treviso-Belluno – nel proporre un’analisi del fenomeno migratorio con attenzione alle dimensioni demografiche, scolastiche, del mercato del lavoro, delle richieste di protezione e asilo.

Stabilità nei numeri principali: una popolazione migratoria senza variazioni quantitative di rilievo, anzi in leggera contrazione, la conferma dei principali gruppi nazionali, degli accessi al lavoro, della composizione di genere.

Eppure alcune cose stanno continuando a cambiare: fra i gruppi nazionali stanno emergendo quelli dell’Asia centro-meridionale, così come si nota una riduzione delle nascite e un primo invecchiamento della popolazione migrante. Aumenta il numero dei trasferimenti all’estero, per alcuni versi in linea con quelli dei giovani italiani, e confermando in parte un certo uso della maggiore libertà di movimento fornita dall’acquisizione della cittadinanza italiana.

La realtà dei richiedenti asilo e protezione, governata con poca efficacia, continua a porre problemi di prima accoglienza, e alimenta pregiudizi e stereotipi, rendendo difficoltosa una “normalità di presenza” della stragrande maggioranza degli stranieri residenti in provincia.

Il Report, pubblicato per la prima volta vent’anni fa sulla base degli aggiornamenti annuali inviati dalle 95 anagrafi comunali della provincia all’Istat, è cresciuto nel corso degli anni, diventando un’analisi sempre più ricca e puntuale di molte dimensioni del fenomeno migratorio. Questo grazie all’impegno dei promotori, al qualificato apporto dei ricercatori dell’Osservatorio di Veneto Lavoro, e da quest’anno, anche dell’Osservatorio Economico Sociale della Camera di Commercio di Treviso-Belluno.

 

DEMOGRAFIA

I cittadini stranieri residenti al 1° gennaio 2025 sono 90.106, pressoché stabili rispetto al biennio precedente. La quota sul totale dei residenti si conferma al 10,2%. Il dato provvisorio al 31 dicembre 2025 quantifica i residenti stranieri in 90.268. I minori sono il 20% dei residenti stranieri (stabili al 13,4% sul totale dei minori residenti). Secondo i dati censuari riferiti al 31 dicembre 2023 (ultimo dato disponibile), erano 74.187 i residenti stranieri in provincia nati all’estero (l’83% del totale) e 15.179 (il 17%) i residenti con cittadinanza straniera nati in Italia.

Gli italiani acquisiti (ovvero stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza italiana) sono complessivamente 51.794, pari al 6,6% di tutti gli italiani. La percentuale complessiva dei cittadini con background migratorio (cittadini stranieri e italiani acquisiti) sul totale dei residenti si attesta al di sopra del 16%. A fine 2024, in provincia di Treviso, si possono stimare circa 146mila cittadini stranieri o di origine straniera residenti. I nuovi nati figli di entrambi i genitori stranieri nel 2024 sono 971 (886 nel 2025), ancora in calo – come per gli italiani – rispetto agli anni precedenti.

Le acquisizioni di cittadinanza nel 2024 sono diminuite rispetto al biennio precedente: nel 2024 sono state 3.837; nel 2025, secondo i dati provvisori, sono salite a 4.661. Il rilascio di nuovi permessi di soggiorno a cittadini non comunitari risulta in diminuzione. I nuovi ingressi nel 2024

sono stati 4.246, nel 51% dei casi riferiti a ricongiungimenti familiari. Si confermano i principali gruppi nazionali, anche se risulta in rafforzamento la presenza di alcune cittadinanze extra-UE. In aumento soprattutto i residenti con cittadinanza indiana e bengalese. Sono 150 i paesi di cittadinanza degli stranieri residenti in provincia di Treviso. Il principale gruppo nazionale dei residenti stranieri in provincia è sempre rappresentato dai rumeni: 19.522 presenze al 1° gennaio 2025 pari al 21,7% del totale degli stranieri. A seguire, pur in calo rispetto al picco massimo del 2021, la comunità cinese (8.550) che anche nel corso dell’ultimo anno ha mostrato un’ulteriore, leggerissima, riduzione dei residenti. Marocco ed Albania (rispettivamente con 7.752 e 7.133 residenti) si confermano al terzo e quarto posto della graduatoria provinciale con incrementi minimi delle presenze. Seguono Macedonia del Nord, Kosovo, Ucraina e India.

Il principale incremento si è registrato per il Bangladesh (+21%). Una contrazione significativa ha invece interessato la Moldova (scesa all’undicesimo posto della graduatoria).

 

SCUOLA

Nell’anno scolastico 2024/2025, gli alunni con cittadinanza non italiana sono 19.326, il 16% del totale; di questi, il 63,4% è nato in Italia (i nati in Italia raggiungono l’84,7% nella scuola per l’infanzia e il 71,3% nella primaria).

 

LAVORO

A fine 2024, i cittadini stranieri residenti in provincia di Treviso occupati sono 43.600, il 10,6% del totale, in significativo aumento rispetto al 2018. Tra i residenti stranieri le persone in cerca di occupazione sono circa 4.700, il 24% del totale, e continuano a rappresentare una quota rilevante, anche se in calo, di questo insieme.

Nel biennio 2024–2025 le dinamiche occupazionali degli stranieri restano positive per entrambi i generi, ma in rallentamento. Nel 2024 la crescita è trainata dagli uomini, mentre nel 2025 la contrazione della domanda coinvolge anche le donne. Nel lungo periodo si osserva un rafforzamento della componente femminile e una crescita consolidata di quella maschile.

Nel 2025 emergono differenze per genere, cittadinanza e settori di inserimento. Tra le donne prevalgono le rumene (in calo), seguite da cinesi, albanesi e marocchine, con una netta concentrazione nei servizi e una riduzione della presenza nell’industria. Tra gli uomini cresce soprattutto la componente asiatica (India e Bangladesh), con inserimenti differenziati per settore. Nel complesso, le assunzioni restano concentrate su alcune nazionalità storicamente presenti (Romania, Marocco, India e Cina), ma si osserva un riequilibrio delle provenienze, con il rafforzamento dei lavoratori provenienti dall’Asia e dal Nord Africa e il ridimensionamento di alcune cittadinanze europee.

Il lavoro straniero mantiene un peso elevato (29% delle assunzioni), con incidenze particolarmente alte in costruzioni, agricoltura e in alcuni comparti del made in Italy e dei servizi. La crescita si concentra soprattutto in costruzioni, agricoltura e in alcuni ambiti del terziario, mentre nel manifatturiero si osservano andamenti differenziati, con segnali di crescita in alcuni settori e di contrazione in altri. Le assunzioni si concentrano nelle professioni non qualificate (soprattutto uomini), mentre le donne sono relativamente più presenti nei servizi qualificati; la crescita riguarda soprattutto i profili meno qualificati.

 

RICHIEDENTI ASILO E PROTEZIONE

Nel 2026 gli arrivi di richiedenti asilo in Italia risultano in calo rispetto agli anni precedenti: al 21 maggio si registrano 9.862 arrivi, provenienti soprattutto da Bangladesh, Somalia, Pakistan, Sudan ed Egitto. Il sistema nazionale di accoglienza continua a concentrarsi soprattutto nei centri di accoglienza straordinaria: al 31 dicembre 2025 le presenze complessive erano 142.233, per oltre il 70% collocate nei CAS, mentre la rete SAI accoglieva poco meno del 28% del totale. In Veneto la rete SAI conta circa 800 posti attivi, distribuiti in tutte le province e con un tasso di occupazione

molto elevato; in provincia di Treviso i posti SAI sono 64, suddivisi tra i progetti con capofila i Comuni di Treviso e Asolo.

 

COMMENTO DAI PROMOTORI

“Il fenomeno migratorio non si ferma, nella sua continua evoluzione e diversificazione – spiegano gli enti promotori -. In questi anni, la presenza migratoria si va sempre più intrecciando con questioni strutturali, relative all’intera società trevigiana: l’emigrazione di giovani italiani, la scarsità o meglio l’inaccessibilità dell’alloggio, i problemi legati alla carenza di lavoratori, ma anche, allo stesso tempo, al lavoro nero, irregolare, ai limiti dello sfruttamento, le difficoltà di comunicazione tra generazioni, una mobilità sociale pressoché bloccata, che le generazioni nuove con background migratorio sperimentano in maniera ancora più discriminante, l’invecchiamento e il degiovanimento della popolazione”.

“Oggi – proseguono – a vent’anni da nostro primo report, le cose sono cambiate e insieme sono rimaste le stesse, a far risaltare una fondamentale carenza o mancata e necessaria trasformazione del governo del fenomeno. Sarebbe necessario procedere almeno in tre direzioni: tener conto di questi monitoraggi per ripensare la governance del fenomeno; lavorare per costituire una seria alleanza tra le parti interessate della società civile, del terzo settore, delle associazioni datoriali, delle istituzioni, per affrontare con responsabilità e maggior efficacia le questioni, prima fra tutte quella dell’abitare; mettere in campo una vasta operazione culturale, per valicare confini e veri e propri baratri scavati dalla diffidenza reciproca e da interessi di parte, realizzando progetti condivisi tra italiani e associazioni o formazioni di migranti, capaci di modificare stereotipi e pregiudizi, di attenuare i conflitti, di dare origine a scelte politiche degne della cura del bene comune di tutti. Allora sì, la stabilità apparente potrebbe farsi anticipo di un’evoluzione positiva di tutta la società trevigiana, capace finalmente di superare paure e chiusure, di contenere i rischi e vivere con senso di responsabilità le opportunità e le questioni che una situazione in continuo mutamento ripropone a tutti noi, migranti compresi, ora e negli anni a venire”.

 

REPORT COMPLETO

Scarica e leggi il documento completo (vedi link sotto).



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