Sussidio per l'Avvento e il Natale 2024 - CARITAS TREVISO

Sussidio per l’Avvento e il Natale 2024

Per vivere in pienezza l’itinerario spirituale che nell’Avvento e nel Natale ci viene proposto dalla Liturgia, può essere utile avvalersi del sussidio suddiviso in fascicoli predisposto dall’Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana e con la collaborazione del Settore per l’Apostolato Biblico dell’Ufficio Catechistico Nazionale, del Servizio per la Pastorale delle Persone con Disabilità e di Caritas Italiana. Titolo: “Chiunque in te spera non resti deluso”.

Si tratta di strumenti utili e agili che aiuteranno ministri e operatori della liturgia ad affinare l’uso sapiente del Messale Romano, a scoprire la ricchezza del Lezionario, a valorizzare il canto, a favorire la partecipazione di quanti vivono la disabilità e a tradurre i gesti liturgici in gesti di vita. Quest’anno, inoltre, le attenzioni ai temi dell’Anno Santo vogliono contribuire a rinnovare la speranza, per imparare a guardare con lo sguardo di Dio la storia che ci ha plasmati, la realtà che ci circonda e il futuro che ci attende.

Il documento desidera essere uno strumento utile per le comunità cristiane, affinché gustino la spiritualità dell’Avvento e del Natale, si lascino trasformare dalla liturgia e crescano nell’arte del celebrare.

Le parole di Gesù, che saranno proclamate durante la celebrazione della prima domenica di Avvento di quest’anno, ci offrono una chiave di lettura per interpretare l’attuale contesto storico, contrassegnato da un’intensificazione della violenza e dei conflitti, che suscitano in ognuno sentimenti di ansia, incertezza, dubbio. Ci imbattiamo, infatti, frequentemente in persone scoraggiate, che guardano al futuro con scetticismo e pessimismo, come se nulla potesse loro portare gioia. Questo sentimento di incertezza è particolarmente diffuso tra i giovani, che provano timore nell’idea di costruire famiglie e dare vita a una nuova generazione. «Risollevatevi e alzate il capo».

È in questo complesso momento della storia che Papa Francesco ci invita a essere “Pellegrini di Speranza”, a vivere un Anno Giubilare per “tenere accesa la fiaccola della speranza che ci è stata donata, e fare di tutto perché ognuno riacquisti la forza e la certezza di guardare al futuro con animo aperto, cuore f iducioso e mente lungimirante”. La speranza cristiana, però, non si limita a un ottimismo generico, solo umano, non è attesa inerme, ma è un dono divino che richiede dedizione e impegno, come sottolineato nella lettera per il Giubileo: “Tutto ciò però sarà possibile se saremo capaci di recuperare il senso di fraternità universale, se non chiuderemo gli occhi davanti al dramma della povertà dilagante”.

 


Ultime notizie

Vicini al popolo colombiano

In Colombia la terra ha tremato nella mattina di lunedì 10 agosto, lasciando dietro di sé un bilancio ancora in evoluzione e una situazione umanitaria sempre più complessa. Alle 7.34 di lunedì 10 luglio, un terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito vaste aree dell’ovest e del centro del Paese, con epicentro nei pressi di San José

Contrasto alla povertà educativa: presente e futuro

Presente e futuro delle nostre attività di contrasto alla povertà educativa  Il progetto di collaborazione Dopo e Prima promosso da Fondazione Caritas Treviso per il contrasto alla povertà educativa attualmente unisce 25 doposcuola parrocchiali della diocesi di Treviso impegnati a sostenere e accompagnare bambini/e e ragazzi/e in difficoltà scolastica. In questi anni la collaborazione si

Emergenza in Venezuela (agg. 1° agosto)

Dopo il sisma la solidarietà non si ferma: oltre 15 mila tonnellate di aiuti già distribuite È La Guaira la zona più colpita dal terremoto del 24 giugno 2026. La presidente ad interim, Delcy Rodríguez, ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale dopo le due forti scosse, di magnitudo 7,2 e 7,5, che hanno interessato il nord-ovest

Riapertura locali mensa in Casa della Carità a Treviso

Treviso, 23 giugno 2026. A partire da ieri sera, lunedì 22 giugno, sono stati riaperti i locali della mensa in Casa della Carità, con modalità che consentano una riduzione del rischio, ma anche il ripristino di una relazione serena con gli ospiti dei servizi e tra gli ospiti stessi, in uno spazio custodito e accogliente.