Le parole dei detenuti: "abbiamo nella Chiesa una famiglia che ci aiuta" - CARITAS TREVISO

Le parole dei detenuti: “abbiamo nella Chiesa una famiglia che ci aiuta”

Sabato scorso, presso il carcere di Treviso, è stata celebrata la messa in vista del Natale, presieduta dal vescovo Michele.

Queste sono le parole di augurio che un detenuto, alla fine della celebrazione, ha rivolto ai partecipanti a nome di tutti i detenuti presenti. Ci hanno molto emozionato e ci teniamo davvero a diffonderle.

«Da questo luogo di penitenza e di miseria, di privazioni e costrizioni, si ergono felici parole d’amore e di speranza. L’aiuto più grande fra noi è proprio quello di sostenerci a vicenda, facendoci compagnia e aiutandoci a distinguere e a riconoscere i segni di luce in questo luogo dalle mille ombre. Di fronte alle sofferenze di ognuno, ci aiutiamo a tenere vive in noi forza e speranza.

Chiediamo al vescovo e a tutti voi di pregare per noi, e sostenerci in questo cammino di ricongiungimento con la fede. Dio ha ben sostenuto l’anima per non farci cadere, eppure noi abbiamo lasciato la sua mano, volendo fare quanto ci pareva meglio, ci siamo affidati ad altri sostegni, a quel che sembrava garantire maggiore libertà di movimento e più rosee prospettive.

Questa però non è la settimana in cui sprofondare concludendo che la nostra caduta sia irrimediabile. Il Signore non ci ha abbandonato al vuoto. Egli è misericordioso e desidera rialzare tutti coloro che sono schiacciati dalla colpa e ricurvi su se stessi. Oggi che sei con il morale a terra e senza mani a cui aggrapparti, che ti senti già alla fine prima di cominciare, smetti di passare la giornata a cercare appigli morali e a fabbricarti paraventi vari. Il tuo sostegno è Gesù così come sei e là dove ti trovi, affidati a lui con tutto il cuore prima che passi l’ultima occasione e sia troppo tardi. Afferra la promessa di Dio in Cristo, la Vita eterna che nessuno ti può rubare.

La festa di Natale è Dio che si fa compagna la nostra vita con un volto ben preciso e noi desideriamo essere sempre più i suoi amici. Tra di noi non mancano le difficoltà, ma non prevalgono perché abbiamo nella Chiesa una famiglia che ci aiuta e ci sentiamo più vicini e amici tra noi. Di questo ringraziamo tutta la cappellanìa del carcere e i volontari. Auguriamo a tutti voi un Buon Natale e che questo 2026 sia un anno pieno di speranza e di pace».


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