Per un natale di misericordia - CARITAS TREVISO

Per un natale di misericordia

donCarissimi,

come è consuetudine vi raggiungo con queste povere parole per tenere viva la memoria della fraternità che ci unisce e dell’infinita Misericordia di Dio che ci ha donato di incrociare i nostri cammini. Questo Natale, dentro l’anno giubilare della Misericordia, ha un sapore del tutto unico che riscalda il cuore e scuote le nostre coscienze, a volte troppo assopite. Contempliamo il mistero d’Amore di un Dio che si è fatto uomo, che ha piantato la sua tenda in mezzo a noi, che si è fatto per sempre nostro compagno di strada. In questo cammino Lui ci ricolma della sua misericordia. Non proferisce parole di condanna sulle nostre debolezza, ma ci invita a risollevare il capo, ad ampliare l’orizzonte del nostro sguarda, a cogliere che al di là delle nubi risplende radiosa la luce del Suo Amore. Abbiamo bisogno di Speranza, di Fiducia, abbiamo bisogno di ritrovare Gesù. È necessario che davanti al mistero dell’incarnazione impariamo a fare silenzio, a consegnare il nostro cuore, con gioie e dolori, all’abbraccio benedicente del Figlio di Dio. Questo Natale della Misericordia ci doni di sganciare la nostra esistenza da tutte quelle catene che ci stringono in una sterile sopravvivenza e che ci rendono tristi. Abbiamo bisogno di gioia. Abbiamo bisogno che il nostro cuore torni a sussultare, a fremere per la bellezza della vita. Abbiamo bisogno di Pace per assaporare lo stupore di una fraternità che ci unisce e ci dona di sperimentare che siamo un’unica famiglia.

L’Emmanuele, il Dio con noi, ci ricorda che anche oggi continua a bussare alla porta del nostro cuore, per poter piantare la tenda della sua misericordia nella nostra storia. Dio vuole “mettere su casa” dentro la nostra esistenza e per questo ci chiede di consegnarci con fiducia a Lui. Ci invita a superare la logica della proprietà, del privato, dell’interesse personale, per metterci a servizio del bene comune. Il Natale non è poesia, ma è la storia concreta di un Dio che si è sentito dire che “non c’era posto” . Non ha trovato accoglienza dentro il ritmo ordinario della vita, ma l’ha trovata presso coloro che erano ai margini, quelli che non contavano niente. Non solo gli hanno messo a disposizione un riparo poverissimo, ma gli hanno offerto come dimora tutto il loro cuore. Ed oggi, questa dinamica si presenta a noi ogni giorno. Dio bussa alla porta del nostro cuore attraverso i poveri, i disoccupati, i profughi, gli ammalati, le persone deboli e ci chiede se abbiamo posto, se siamo disponibili a concedere terreno nel nostro cuore perché chi è senza nessuno possa trovare dimora e accoglienza.

La Misericordia di Dio ci invita da una parte ad essere costruttori di riconciliazione e pace, partendo dall’Amore infinito con cui il Signore guarisce tutte le nostre ferite. Dall’altra ci invita ad essere persone dal cuore aperto ed accogliente, a vincere l’indifferenza per conquistare e costruire la pace e la giustizia. Questo Natale ci renda capaci di vincere l’indifferenza e l’individualismo che si sono annidati dentro noi. Gesù ci renda capaci di accoglienza vera, di avere un cuore ospitali. Molti uomini, donne, vecchi e bambini soffrono, sono alla ricerca della terra promessa. Hanno nostalgia di casa, di una dimora dove vivere il calore degli affetti, la meraviglia dei sogni, la gioia della condivisione, la pace delle relazioni. Tutti abbiamo bisogno di tornare a casa, di trovare questo luogo di pace e capace di pacificare il nostro animo. Questo però sarà possibile solo quando deporremo le armi del nostro orgoglio, del nostro tornaconto personale e guardandoci negli occhi vedremo il dono che ciascuno è, scopriremo alcuni tratti meravigliosi del volto di Dio.

Questo Natale della Misericordia ci doni di abbattere le barriere che ci sono nella nostra mente e nel nostro cuore e ci doni di essere persone accoglienti. Il nostro cuore diventi casa ospitale per tutta l’umanità: custodendo nella preghiera chi soffre ed è schiacciato dalla povertà in ogni angolo della terra e ponendo in essere azioni concrete, opere di misericordia per chi bussa alla nostra porta. Non facciamo teoria sulla Carità e sulla Misericordia, ma con umiltà viviamo la nostra vocazione di strumenti nelle mani di Dio.

Buon Natale di cuore a tutti. Vi porto sempre nella mia preghiera, nella certezza che questo mondo lo cambieremo.

Con affetto

Don Davide (D.S.B.)


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