Emergenze internazionali: Afghanistan e Sudan - CARITAS TREVISO

Emergenze internazionali: Afghanistan e Sudan

La rete Caritas vicina a due delle popolazioni tra le più dimenticate del mondo. Una violenta scossa di terremoto ha colpito, il 31 agosto, la parte orientale dell’Afghanistan, causando la morte di centinaia di persone e migliaia i feriti. Sempre lo stesso giorno, oltre mille persone sono rimaste uccise da una frana nel Darfur, martoriata regione del Sudan occidentale dove da oltre due anni la guerra non si ferma.

 

Afghanistan, terremoto devastante

Il 31 agosto a notte fonda, mentre la popolazione era in casa e dormiva, un potente terremoto di intensità 6.0 ha colpito la regione sudorientale dell’Afghanistan vicino al confine con il Pakistan. Dopo la scossa iniziale, la più forte, potente, e devastante; tre significative scosse di assestamento – la prima nella tarda serata del 2 settembre (magnitudo 5,3) e altri due nel giro di poche ore nella tarda serata del 4 settembre (magnitudo 5,6 e 5,2) – hanno colpito gli stessi distretti già gravemente danneggiati dal terremoto iniziale nella vicina provincia di Kunar. Le scosse di assestamento hanno causato ulteriori vittime e ulteriori distruzioni di rifugi e strade.

Nel complesso, le autorità segnalano 2.205 persone uccise, altre 3.640 ferite, 6.700 case distrutte e 84.000 persone colpite direttamente. Le autorità locali si sono attivate rapidamente con squadre di soccorso ed elicotteri ma la capacità di risposta risulta non sufficiente rispetto all’entità dei bisogni. Al momento le fasi di risposta all’emergenza si concentrano sul soccorso sulle macerie e sui ripari per le persone che hanno perso le abitazioni. Urgentissimi anche i bisogni sanitari e alimentari.

“Profondamente addolorato per la grave perdita di vite umane causata dal terremoto nell’Afghanistan orientale”, papa Leone esprime “la sua sincera solidarietà in particolare a coloro che piangono la perdita dei loro cari e al personale di emergenza e alle autorità civile impegnate nelle opere di soccorso e di recupero”.

Caritas Italiana segue con attenzione l’evolversi della situazione. La rete Caritas in loco, particolarmente con la presenza di Cafod (Caritas Inghilterra e Galles), CRS (Stati Uniti) e Caritas Germania, ha attivato una prima risposta ai bisogni quali: sostegno economico e psicosociale, in particolare alle donne e ai bambini, distribuzione di articoli non alimentari (NFI), tra cui coperte, set da cucina e kit igienici, fornitura di alloggi temporanei – in particolare tende per le famiglie sfollate –, fornitura di generi alimentari o denaro contante per l’acquisto di generi alimentari, supporto per la costruzione di ripari di fortuna, supporto sanitario essenziale.

Caritas Italiana rimane in contatto costante con la rete Caritas e i partner consolidati in loco, esprime vicinanza ad una popolazione per lo più dimenticata, che vive già in condizioni di estrema fragilità, e che risulta essere nuovamente martoriata da una calamità naturale che lascerà ferite profonde e a lungo

 

Sudan, catastrofe umanitaria

Sempre domenica 31 agosto, oltre mille persone sarebbero rimaste uccise, domenica 31 agosto, da una frana provocata da forti piogge che ha colpito il Darfur, la martoriata regione del Sudan occidentale.

Si tratta di una tragedia nella tragedia. Da oltre due anni la guerra non si arresta e volge alla stabilizzazione delle forze in rispettive zone di influenza, con la compromissione forse permanente dell’integrità territoriale del Sudan. Intanto, la situazione umanitaria continua ad essere catastrofica e a El Fasher, nel Darfur settentrionale, sotto assedio, si muore di fame.

Le perdite ufficiali registrate a maggio 2025 sono 41mila2, ma stime attendibili alludono ad almeno 150mila, per lo più civili vittime degli effetti collaterali dell’uso d’artiglieria e l’attacco a servizi e infrastrutture di ogni tipo incluse le comunicazioni e quelle per i beni essenziali come l’acqua, la sanità, l’energia.  Come abbiamo anche segnalato in un recente articolo (QUI) è un Paese in cui, fin dall’inizio dell’anno è stata riconosciuta una situazione di genocidio, da parte dell’intera comunità internazionale.

Ripetuti gli appelli da parte della Santa Sede, l’ultimo il 3 settembre 2025 in occasione dell’udienza generale, Papa Leone XIV ha chiesto il cessate il fuoco e l’apertura di corridoi umanitari nel Darfur per portare aiuti alla popolazione stremata di El Fasher sotto assedio. Papa Leone ha inoltre implorato che si avvii un “dialogo serio, sincero, e inclusivo tra le parti, per porre fine al conflitto e restituire al popolo del Sudan
speranza, dignità e pace”.

 

Donazioni

La Fondazione Caritas Treviso raccoglie fondi a sostegno degli interventi di Caritas Italiana in Sudan e in Afghanistan.  Per sostenere le attività in essere puoi fare la tua donazione attraverso bonifico bancario:

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Causale: Emergenza Sudan o Emergenza Afghanistan.

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Aggiornato il 10/09/2025


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