Famiglie

Il Centro di ascolto più volte viene definito come “antenna” in grado di captare e leggere i bisogni di un territorio, esso infatti si pone come “luogo privilegiato” dove intessere relazioni con i poveri, ed essere loro prossimi nel cogliere, analizzare e comprendere la molteplicità degli aspetti economici, culturali e sociali che ne condizionano la dimensione di vita.

I dati che vengono sistematicamente raccolti ai fini dell’accompagnamento, rappresentano una fonte preziosa per approfondire il tema del disagio e della deprivazione, sia a livello nazionale che a livello locale. La lettura e la riflessione sui dati dei Centri di Ascolto delle Diocesi di Italia, offerta dalla Caritas Italiana nel Rapporto 2015 su povertà ed esclusione sociale, fa emergere uno spaccato che descrive il fenomeno della povertà come assai complesso e poliedrico, difficilmente sintetizzabile in poche righe.

Le problematiche delle persone che si rivolgono ai CdA tendono a concentrarsi maggiormente sull’ambito del disagio materiale che appare legato a due fattori strettamente connessi tra loro, la povertà economica (54,6%) e i problemi occupazionali (41,0%). A questi seguono i problemi abitativi, che hanno coinvolto il 18,2% degli utenti.

La povertà economica a sua volta si presenta in maniera differenziata, ovvero come: reddito insufficiente, mancanza di reddito, povertà estrema, difficoltà occasionale, indebitamento etc. Di fronte a tale multiformità si sono progressivamente strutturati nel tempo servizi e progettualità che potessero essere utili strumenti di intervento, nella consapevolezza che si tratta di supporti complementari ad un ascolto e ad una prossimità, che va oltre l’assistenza e sia promovente la persona nelle sue risorse e capacità.

La distribuzione delle borse spesa e gli aiuti economici sono strumenti di “soccorso” che mette a disposizione il Centro d’ascolto per situazioni di famiglie (intese come singoli o nuclei) che pur avendo un’abitazione, vivono una condizione di precarietà per reddito insufficiente o assente, per mancanza di un lavoro o di una occupazione stabile, oppure in presenza di uno stipendio, che seppur sicuro è l’unico in famiglia e troppo poco per consentire una vita dignitosa.

Nel triennio 2013-2015 si registra a livello nazionale che la percentuale di persone che hanno espresso, in diverse modalità, una richiesta di aiuto alimentare sia diminuita (dal 59,9% del 2013 al 53% degli utenti) rispetto alla richiesta di sussidi economici, che invece è notevolmente aumentata, passando dal 23,3% al 29,7%.

La richiesta di alimenti registrata dai dati Caritas non esprime quindi un bisogno solamente alimentare, ma soprattutto economico, allo stesso modo si ha necessità di denaro per fronteggiare altre voci di spesa spesso rimandate nel tempo (l’acquisto di altri beni primari, di farmaci, il pagamento delle bollette, degli affitti, ecc.).

Altre situazioni di difficoltà si affacciano al Centro di Ascolto, che pur manifestando una certa fragilità economica, evidenziano margini di tenuta e/o possibilità di ripresa. Sono tutte quelle famiglie a rischio o in bilico tra la sostenibilità e la povertà, alle quali basta un soffio perchè la situazione di stabilità crolli oppure una mano tesa per risollevarsi. Per queste situazioni si sono strutturate negli ultimi anni alcune progettualità

Nel contesto locale, il Centro di ascolto Diocesano di Caritas Tarvisina non fa eccezione rispetto al panorama nazionale, sia nel registrare la multiformità delle situazioni di povertà e conseguente differenziazione degli strumenti di supporto, sia nell’evidenziare l’aumento delle richieste di intervento di aiuto economico per le spese di casa (utenze, affitti, spese condominiali) e di altre necessità di vita, rispetto al bisogno alimentare.

A fronte di questi bisogni rilevati in sede di colloquio il sostegno alla famiglia viene proposto attraverso diversi strumenti che vanno dal pagamento diretto delle bollette nelle situazioni di maggior urgenza fino a strutturare progetti di aiuto duraturi nel tempo: il Progetto “Granello di senape” -anche detto- microcredito nel 2009, il Progetto 5 pani e 2 pesci nel 2011, il Progetto Penelope nel 2012, e l’ultimo Progetto “Affitti Sociali” nel 2015, ai quali dedichiamo un approfondimento.

Di seguito riportiamo il grafico che mette in evidenza questo trend con i dati relativi al 2015, riguardanti gli aiuti economici e gli interventi del progetto Microcredito.

aiuti-economici-01-01