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Alluvione Sri Lanka

Sri Lanka

Da Caritas Italiana 30.000 euro per l’aiuto agli sfollati    
“La situazione è ancora molto grave, aiutateci, la necessità  più urgente in questo momento è quella dei beni non alimentari. Dove possibile bisogna pulire le case e depurare i pozzi” queste le parole di Father Shyran, direttore della Caritas di Ratnapura, una delle diocesi più colpite,  in una testimonianza raccolta dai “caschi bianchi” in servizio civile all’estero di Caritas Italiana. 
Sono salite a oltre 100 le vittime e sono altrettanti ancora i dispersi.   Continuano in modo incessante  le operazioni di pulizia che permettono  a molte persone di fare ritorno alle proprie case, se in località considerate non a rischio, ma sono  circa 92.000 le persone ancora sfollate in  253 campi di accoglienza.
La situazione dei soccorsi rimane difficile in diverse località. Aranayake, colpita dalle frane , è dove vi è maggiore attenzione dei media ma ci sono molti altri villaggi che hanno subito danni e che non sono sotto ai riflettori. La preoccupazione maggiore è per la situazione sanitaria nei campi di prima accoglienza e nelle zone ancora invase dall’acqua. Servono medicine, materiale igienico, bagni da campo.
Il soccorso agli sfollati continua con una grande mobilitazione della società civile con le parrocchie in prima linea con il sostegno delle Caritas diocesane. La rete Caritas in Sri Lanka è impegnata sin dalle prime ore nella distribuzione di  cibo, acqua e oggetti di prima necessità con un piano di risposta rapida su base nazionale in nove diocesi in favore di 6.300 famiglie per il quale Caritas Sri Lankaha lanciato un appello alle Caritas di tutto il mondo (vedi scheda sugli interventi in atto). Gli animatori delle Caritas Diocesane si stanno occupando anche di selezionare, con l’aiuto di gruppi rappresentativi della società civile, le persone più vulnerabili e bisognose di aiuto. Il piano della durata di un mese ha un costo di 250.000 euro.  
Caritas Italiana,  presente nel paese con propri operatori e volontari in servizio civile,  ha stanziato 30.000 euro a sostegno degli interventi di Caritas Sri Lanka, con cui è in atto da anni una collaborazione in molteplici programmi in favore della popolazione più vulnerabile (vedi scheda Paese) .
Nelle aree più colpite, Caritas Sri Lanka supporta anche le Healt Unit degli ospedali nell’assistenza medica alle persone più bisognose. Oltre al primo soccorso dei feriti, si deve affrontare il rischio dovuto alla diffusione di malattie della pelle, di malattie causate dall’acqua non potabile e di malattie che si trasmettono attraverso le punture di zanzare, che proliferano nell’acqua stagnante.
 Via via che il meteo si sta stabilizza, emergono  i segni lasciati dall’alluvione. Ingenti i danni materiali con oltre  4.500 abitazioni danneggiate completamente o parzialmente,  la distruzione di attività commerciali, dei raccolti e dei diversi mezzi di sussistenza della popolazione e l’aumento dei prezzi del cibo locale (riso e verdure). Problemi che passata la fase più acuta dell’emergenza il paese dovrà fronteggiare e sarà necessario un appoggio che vada oltre l’aiuto d’urgenza teso anche allo sviluppo di sistemi di prevenzione del rischio.
Congiuntamente all’invito alla solidarietà diretta, anche questa emergenza interroga le coscienze di tutti noi sul fronte degli stili di vita e le politiche necessarie per la mitigazione dei cambiamenti climatici che acuiscono la frequenza e l’intensità di questi fenomeni naturali, nonché sulle condizioni di vulnerabilità delle persone che subiscono i maggiori rischi ambientali.

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Venite e vedrete: bilancio sociale 2015

Queste pagine del bilancio sociale desiderano essere espressione di stupore e meraviglia dinanzi al miracolo della vita e alla bellezza dell’Amore che ridona dignità e speranza ad ogni cuore ferito e sofferente. Dinanzi alle scadenze delle nostre umane programmazioni e delle nostre fredde contabilità, il tempo ci risulta spesso tiranno. L’ansia dei risultati ci porta