Caritas Zero Branco: una "nuova storia” dalla condivisione alla comunione - CARITAS TREVISO

Caritas Zero Branco: una “nuova storia” dalla condivisione alla comunione

Una “nuova storia” dalla condivisione alla comunione!

Dai volontari della Caritas di Zero Branco.

Come descrivere questo anno travolti da una pandemia inaspettata e repentina? Se da una parte ha cambiato completamente il nostro modo di vivere gli incontri, la comunicazione, impedendoci di fare cose che ci venivano naturali come una stretta di mano o un abbraccio, dall’altra la Caritas ha sperimentato nella comunità una catena di solidarietà.

La rete che da tempo abbiamo iniziato a costruire, si è rafforzata e allargata a nuove realtà. La collaborazione è stata fondamentale per affrontare l’emergenza: una nuova “impresa” con l‘obiettivo di “aiutarci ad aiutare” chi si trova in difficoltà.

Concretamente il Centro di Ascolto, nel periodo del lockdown, era chiuso come luogo fisico, ma il telefono era sempre attivo e un volontario in ascolto. Si è creata una rete attiva che, con il supporto tra Caritas, parroci, scout, servizi sociali del Comune, protezione civile, aziende locali, e non da ultimo i singoli cittadini, ha reso possibile un intervento efficace nel raggiungere molte famiglie indigenti della comunità zerotina.

Pur essendo un periodo difficile, tra i volontari c’è stata una bella sintonia poiché il conoscere persone nuove e la condivisione hanno dato nuovo slancio. Inoltre la pandemia ha creato modi nuovi di incontrare le persone, tramite appuntamento, e questo ci permette di dedicarli maggior tempo. Anche la consegna della spesa a domicilio è stata un‘esperienza positiva: l‘accoglienza e la gratitudine dimostrata ci ha fatto sentire ancora più uniti e, come dice papa Francesco, “fratelli tutti”.

Con il passare del tempo, questo entusiasmo ha favorito e dato impulso ad una nuova creatività. Abbiamo avviato, a gennaio, un nuovo progetto di “doposcuola”, proposto dalla Caritas diocesana, finalizzato al sostegno scolastico dei bambini/ragazzi con difficoltà di apprendimento. Sono stati coinvolti dieci volontari tra i 18 e 26 anni, coordinati da una referente (insegnante) e alcuni volontari adulti. Abbiamo fatto diversi incontri con i giovani volontari, dedicati soprattutto alla conoscenza tra di loro e alla formazione.

È presto fare un bilancio dell’iniziativa, tuttavia, ci sentiamo di dire che è partita bene, con interesse ed entusiasmo. Partecipano 6 bambini della scuola primaria e 5 ragazzi di secondaria e il clima è gioioso e sereno, si respira aria “di casa”! Le famiglie coinvolte sono collaborative e alcuni insegnanti stanno già riscontrando negli alunni un atteggiamento più partecipativo in classe.

Purtroppo, nel periodo di “zona rossa” abbiamo sospeso l‘attività, ma si mantiene il contatto telefonico accompagnando i ragazzi nello svolgimento dei compiti. Una vera sfida ci attende ma la fiducia e la speranza di riprendere, incontrare nuovamente la loro luce negli occhi, che brilla quando incontrano i volontari, ci dà la forza di non mollare!

Per le persone che in questo periodo si sono avvicinate alla Caritas e hanno contribuito ad arricchire il servizio alla persona: tutto ciò è un “dono prezioso” per la Comunità!


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