CRONACHE DI NATALE dalla REPUBBLICA CENTRAFRICANA - CARITAS TARVISINA

CRONACHE DI NATALE dalla REPUBBLICA CENTRAFRICANA

Invio questo messaggio, a tutti voi per segnalarvi la grave situazione umanitaria creatasi in quest’ultimo mese.

Bimbo dove opero è una città aperta oltre 50.000 persone vagano per le strade come fantasmi, le NU non si organizzano per soccorrere i civili, idem per OMS eternamente in riunione e inavvicinabile.

Di seguito un breve racconto degli ultimi giorni vissuti a Bimbo.

24 dicembre 2013

La messa di mezza notte da noi è alle 3 del pomeriggio, per permettere a tutti di poter rientrare prima del coprifuoco, mentre in altre parti della città, non si celebra nemmeno perche ci sono degli scontri armati in corso. E così noi siamo i primo a festeggiare il Natele!!! E noi stiamo di ritorno, dal faticoso viaggio che ci ha portato all’aeroporto, e dove abbiamo trovato un immenso campo di rifugiati (50.000 persone, senza nessun riparo, con i viveri e le medicine che scarseggiano e che litigano per dividere i pochi e insufficienti aiuti che arrivano dalle poche organizzazioni che hanno deciso di rimanere, tutta gente che è accorsa, li dal 5 dicembre per scappare dalle incursioni notturne dei banditi e dagli spari che ci sono quando si affrontano le varie milizie per il “disarmo”). Lì lasciamo il nostro amico Mario, che riparte, dopo un soggiorno di un mese e mezzo un po’ travagliato; sino al mattino seguente, quando Carla ( presidente dell’ associazione “Amici per l’Africa”)ci da conferma che il volo è partito non avevamo più sue notizie.

25 dicembre

La giornata comincia alle cinque del mattino, tra spari e lanci di bombe vicino a casa, ci alziamo e cerchiamo di metterci al riparo. Alle 10.00 del mattino ci chiamano i nostri amici di Emergency, con i quali dovevamo passare un po’ di tempo assieme, per il pranzo di Natale e ci dicono che non sarà possibile, è molto difficile arrivare nella loro zona, perché lì si spara troppo, ma soprattutto perché, sono stati chiamati d’urgenza all’ospedale in quanto cominciano ad arrivare i feriti dei combattimenti della notte e si deve aprire la sala operatoria, ma non si trova il personale locale, che è tutto scappato.

Pranzo, qui in casa con le suore, ma la voglia di festeggiare non c’è.

E subito dopo pranzo ricominciano gli spari molto vicino a casa, cominciamo e vedere come fare per proteggerci e la gente che scappa dal nostro quartiere chiede di rifugiarsi dentro il nostro muro, apriamo il cancello della scuola e cominciamo a liberare le aule, per far posto alla gente per la notte, cercando di stare più possibile al riparo.

In un momento dove gli spari sembrano essersi calmati, arriva un ragazzo dalla nostra parrocchia, mandato dal parroco, dove nella chiesa ospita 2000 persone, è in difficoltà perché hanno appena sparato una bomba vicino alla chiesa e ci sono molti feriti, ci chiede se qualcuno può andare ad aiutare e se abbiamo qualche farmaco, e dei guanti, perché ci sono molte donne incinte, alcuni bambini sono già nati lì in chiesa, ma ha finito le scorte.

Cerchiamo tutti i guanti che abbiamo 2 paia, (in città non si trova più niente già da qualche giorno) e li consegniamo al ragazzo, che però è impossibilitato a rientrare, in parrocchia, perché gli spari riprendono.

Molti amici ci chiamano dall’Italia, per augurarci un buon Natale e ci dicono che stanno festeggiando, con panettoni e circondati dall’affetto della famiglia, questo ci rassicura un po’ e ci consola, ma il divario tra noi e loro è troppo grande, cerchiamo di essere contenti con loro, ma il cuore è triste, troppo triste e preoccupato. Altri ci chiedono di rientrare in Italia, ma come fare ad abbandonare questa gente in questo momento?

Sistemate un po’ le persone, a scuola per la notte, rientriamo e stanchi, ma senza tanta voglia di dormire, cerchiamo di andare a letto, per riposare, anche se sarà difficile i pensieri sono tanti, ma domani ci aspetta un’altra giornata di organizzazione delle persone che sono qui con noi.

La notte trascorre insonne e con mille telefonate per sapere come stanno dall’altra parte della città gli amici e le altre comunità.

Alle 21.00 ci chiama una suora dell’altra comunità che ci informa che i seleka sono entrati nella corte della chiese dove sono parcheggiate le macchine, senza le ruote, per impedire che vengano rubate, stanno minacciando i padri, se escono verranno uccisi, e cominciano a mettere le ruote che si sono portati per poter prendere alcune macchine, ci chiedono di continuare a chiamare il numero di urgenza per l’intervento delle truppe francesi, che ancora non intervengono, chiamiamo e ci viene risposto che sino a quando non attaccano le persone, loro non possono intervenire, alle 3.00 di notte, se ne vanno con 2 macchine.

26 dicembre 2013

“Svegliati” all’alba da altri spari, cerchiamo di riprendere una vita “normale”, andiamo a vedere se le persone che sono rifugiate stanno bene, e cominciamo ad organizzare acqua e cibo, ma non è facile, tutto scarseggia. Stanno tutti bene!

Arriva a trovarci una suora comboniana con la quale dovevamo andare con un gruppo di studenti della scuola di formazione dei maestri ad animare un campo di rifugiati dall’altra parte della città, chiamiamo, ma ci dicono di non andare, perché la situazione è troppo tesa, a malincuore rinunciamo e accompagniamo la suora, per cercare un taxi per rientrare. Decidiamo di aspettare sino a quando la situazione non sarà un po’ più calma. La suora riparte e noi rientriamo in casa, vedendo tutta una carovana di persone che stanno lasciando il quartiere, mamme con i bambini e tutti i bagagli sulla testa, non si sentono più al sicuro e cercano un posto dove rifugiarsi, vediamo altri che spingono dei carretti, con i cadaveri avvolti nelle stuoie che si avviano verso le fosse comuni… una desolazione e tanta tristezza ci riempie il cuore.

Nel pomeriggio, andiamo a dare qualche giocattolo ai bambini che ci sono nella scuola dietro casa nostra e ad ascoltarli un po’, ci parlano dei familiari che hanno perso, della casa che hanno lasciato in balia dei ladri o in fiamme. Parliamo loro di pace e di perdono, ma sembra che non sia ancora il momento, vivono ancora con tanta rabbia e rancore.

E ora siamo in casa, ci prepariamo ad andare a riposare, con la speranza che domani sia migliore di oggi e che la pace non tardi ad arrivare.

 

Le missioni cattoliche traboccano di profughi, maggiormente donne e bambini:

Gran Seminario di Bimbo: circa 20.000 persone,

Monte Carmelo Bimbo: oltre 4000 persone,

Postulato Comboniano 2000 persone,

Don Bosco a PK-10: 10.000 persone

Aeroporto Mpoko:40.000 persone

Arcivescovato a St. Paul: 20.000 persone

Monastero delle Benedettine Bimbo dove opero: abbiamo una media di 70/80 malati al giorno maggiormente bambini, le patologie primarie sono IRA (infezione respiratoria acuta) Malaria, malnutrizione grave, fratture, diarrea, vomito e anemie severe, nessun dei bimbi da noi testati supera i 6/7 g/dl di emoglobina.

Non abbiamo più farmaci ne cibo adeguato a risolvere le patologie più gravi e che compromettono dall’oggi al domani il processo vitale dei bimbi.

Sto curando patologie gravi con 3 compresse di paracetamolo 5 compresse di multi vitamine e un dosaggio minimo di antibiotico e antimalarico, prendo in considerazione solo bimbi con febbre superiore a 38° diarrea e vomito, gli altri vengono esclusi, ma so che i bimbi oggi esclusi, domani saranno gravi o morti. Assicuro a tutti che la descrizione da me fatta non rende minimamente l’idea di quello che sta realmente accadendo sotto gli occhi delle nazioni unite che come sempre sono chiuse nei loro super corazzati uffici eternamente in riunione.

I francesi hanno toppato completamente la missione, hanno disarmato tutta la seleka inclusa la seleka integrata nelle forze armate centrafricane ma non i balaka di bozize che stanno massacrando con il bene tacito dei francesi delle UN tutta la comunità musulmana con la quale conviviamo pacificamente da decenni, è impossibile interrare i  morti che marciscono nei giardini delle case. Ho visto donne alle quali hanno tagliato i seni, gli uomini sono stati evirati, i bimbi orribilmente mutilati a colpi di machete. Quelli di voi che vivono a Roma andate all’ UNICEF, dite loro di togliersi la paglia dal sedere e agire rapidamente o presto non ci saranno più bimbi che giustifichino la loro presenza nel paese.

La MISMA, l’Interforza Africana, sembra l’armata Brancaleone, sempre pronti a scappare e assolutamente inconcludenti.

OMS: Nessun appoggio in farmaci eternamente in riunione, ci costringono ad abbandonare il lavoro per stagionare nei loro uffici in attesa che la riunione finisca, suor Assunta e Monica di Amici del Centrafrica è una settimana che tutti i giorni vanno alla sede OMS, ma nessuno le ascolta, sono in riunione .

PAM e FAO nessuno li vede nessuna distribuzione di cibo, o distribuzione insufficiente a coprire le necessità minime, anche loro eternamente in riunione.

UNICEF, assolutamente inavvicinabile nessun cibo per i malnutriti nessuna speranza di farli uscire dai loro programmi tutti sprogrammati e assolutamente inefficienti a risolvere i problemi attuali. L’iter burocratico è sproporzionato ci fanno scrivere montagne di dichiarazioni e richieste che non vengono mai accolte e non servono a nessuno.

In conclusione, nelle strade dei quartieri rossi di massima allerta loro non si vedono, solo gli autisti corazzati nei loro giubbotti antiproiettili e in veicoli da 90.000,00 euro circola in modo isterico con la paura negli occhi.

Noi operatori umanitari che operiamo in questi quartieri, ci muoviamo senza alcuna protezione, nessun giubbotto ne casco per proteggerci dai proiettili vaganti che sono la causa del gran numero di morti tra la popolazione civile.

Scusate per le eventuali inesattezze sono giorni che non dormiamo, i nostri occhi sono rossi e brucianti idem per le gambe.

Hanno ripreso a sparare, vi lascio allegando una lista di prima necessita: 

Paracetamolo cpr e sciroppo

Ibuprofene sciroppo

Fluidificanti tipo risolvo o simili

Metoclopramide in gocce o sciroppo, no iniettabile ne ho molta in stock.

Amoxicillina sciroppo

Eritromicina sciroppo

Ciprofloxacina sciroppo c’e un’epidemia di tifo in corso

Augumentin sciroppo

Ferro e tutto quanto utile a stoppare la progressione dell’anemia

Antimalarici (artemeter sciroppo, iniettabile, Coarten in coprese) no chinino provoca ancor più anemia e ipoglicemia.

Multi vitamine in sciroppo e compresse.

Latte in povere per tipo 1-2 x neonati e x bimbi di età superiore a un anno

Collirio (molte congiuntiviti)

Nistatina o simili sciroppo o gocce

Siringhe da 2 e 5 cc con ago 23

Bende di qualsiasi natura

B. gessate (molte fratture nessuna possibilità di RX, è incredibile riduciamo fratture senza possibilità di verificare la riduzione parlo sempre di bimbi.

Sali di reidratazione orale

Test rapidi: x Tifo (Widal), Paracheck  x malaria Plasmodium Faciparum, x HIV (AIDS)

Medici e paramedici disposti a venire in appoggio.

AIUTATECI A SALVARE I BAMBINI uniche vittime di questa grande e indifferente carneficina.

Buon Natale e Dio guidi il vostro cuore.

Patrizia

PS: CHI VUOLE AIUTARCI PUO INVIARE I FARMACI CON LE POSTE ITALIANE CON INVIO ORDINARIO PRESSO:

DR. PATRIZIA EMILIANI
C/O
MONASTERE DES BENEDECTINE CELESTINE
PK-9
BIMBO
REPUBLIQUE CENTRAFRICAINE
TEL: +236 7550 24 91
(è importante includere il telefono, che in questo caso è quello di suor Assunta)

 


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