Giorni in Serbia ricchi di esperienze umane e di incontri - CARITAS TARVISINA

Giorni in Serbia ricchi di esperienze umane e di incontri

Il racconto della missione in Serbia, giorni ricchi di esperienze umane e di incontri

Siamo tornati in Serbia con il grande desiderio di rivedere gli amici e fratelli della Caritas di Valjevo, con cui come Caritas siamo gemellati, ed anche con la curiosità di scoprire il luogo in cui prenderà forma il progetto Arka, il centro polifunzionale dedicato all’inclusione di persone con disagio psichico e aperto alla comunità tutta. Abbiamo avuto, ahimé, poco tempo a disposizione, ma siamo riusciti a rendere i nostri giorni a Valjevo fecondi ed estremamente ricchi di esperienze umane e di incontri.

Appena arrivati ci ha accolto l’ospitalità e l’affetto di tutti gli operatori della Caritas locale e delle loro famiglie, che hanno letteralmente aperto le porte delle loro case, offrendoci una cena condivisa a base di prodotti locali. Si percepiva, boccone dopo boccone, chiacchiera dopo chiacchiera, tutta la cura e l’attenzione che costituiva l’ingrediente speciale di ciascun piatto.

Il giorno successivo, ormai riscaldati dall’accoglienza ricevuta, eravamo pronti a scoprire il terreno in cui prenderà vita Arka: a 5 minuti dal centro città, la Caritas di Valjevo ha acquistato una casa, un antico granaio, ampi spazi verdi di bosco e di terreno coltivabile, lungo un piccolo torrente che bagna i confini del lotto di terra. Un piccolo spazio da rendere accogliente per le persone con disagio psichico che Caritas Valjevo segue da anni, e da rendere un punto di riferimento per tutta la comunità di Valjevo.

Guidati da una buona dose di fantasia e di volontà, insieme ai fratelli di Caritas Valjevo abbiamo cominciato a progettare i lavori di ristrutturazione, che sono ingenti e che richiederanno uno sforzo di programmazione significativo. Ci piace l’idea di camminare lungo la via della creatività della carità, per disegnare una storia diversa rispetto al passato e rendere Arka un segno per la comunità locale, ed anche per la nostra Diocesi, che da sempre ha dimostrato grande vicinanza ai fratelli serbi.

Dopo un’altra splendida cena condivisa insieme alle famiglie degli operatori Caritas, parlando di viaggi, tradizioni, cibo, valori che accomunano paesi e persone, il giorno della partenza ci siamo recati a Belgrado per fare visita all’Arcivescovo Mons. Stanislav Hocevar, condividere gli sviluppi del progetto Arka, e soprattutto ringraziare per il cammino condiviso nei suoi anni di vescovado, in cui abbiamo sempre sentito una vicinanza sincera e profonda.

Abbiamo poi visitato la Cattedrale cattolica di Belgrado, in particolare il nuovo centro pastorale dedicato a Giovanni XXIII, dove siamo stati colti con meraviglia dalla bellezza e dalla forza espressiva dell’opera mosaicale della Trasfigurazione del Signore, realizzato da Marco Rupnik (Centro Alietti) ed i nuovi spazi adibiti all’accoglienza di pellegrini e turisti.

Prima di partire abbiamo condiviso un ultimo pranzo e ci siamo salutati con la promessa di ritrovarci presto, a Treviso, in occasione della celebrazione del 50° della nostra Caritas diocesana.

Torniamo a casa con molti desideri nel cuore: quello di riuscire a portare un po’ di mondo nel nostro territorio condividendo la celebrazione del 50° anche con le Chiese Sorelle, quello di vedere presto il progetto Arka fiorire e svelarsi, ma soprattutto quello di pace e libertà per i migliaia di migranti, nostri fratelli e sorelle, che camminano pieni di speranza lungo la Rotta Balcanica.

Alia Nastari


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