M'illumino d'impegno 2019. Racconto di un'esperienza - CARITAS TREVISO

M’illumino d’impegno 2019. Racconto di un’esperienza

Dalla sera di venerdì 22 al pomeriggio di domenica 24 febbraio circa 145 tra ragazzi, animatori e capi scout hanno partecipato a M’illumino d’impegno: un week-end di servizio, formazione, condivisione e preghiera  proposto dalla Pastorale Giovanile diocesana e dalla Caritas Tarvisina.

Il venerdì, dopo la cena condivisa assieme, ci siamo recati presso la chiesa di S. Francesco e, aiutati dai frati francescani, siamo stati introdotti al tema che ha fatto da filo conduttore durante tutto l’evento: il valore della vita umana e del creato, doni preziosi ma nello stesso tempo fragili e purtroppo spesso violati.

La giornata di sabato, invece, è stata per tutti ricca di relazioni, incontri e condivisione. I ragazzi, infatti, divisi in gruppetti si sono recati in diverse realtà del territorio per conoscere ed incontrare persone che vivono diverse forme di povertà o marginalità: migranti, anziani, persone con disabilità, poveri, giovani con percorsi di vita difficile…

La serata del sabato, poi, è stata un’ulteriore occasione di scambio e confronto su come la vita a volte è violata o addirittura negata. Aiutati da alcuni ospiti, i partecipanti al M’illumino d’impegno hanno potuto approfondire tematiche quali per esempio la tratta di essere umani, l’inquinamento, le dipendenze, la sostenibilità ambientale, il valore del lavoro, lo spreco del cibo.

Nella mattinata di domenica c’è stata l’occasione di sentire e raccontare quello che ciascuno si portava a casa da quei pochi, ma intensi, giorni. Per concludere, successivamente, con la celebrazione dell’Eucarestia presieduta dal nostro vescovo ed il pranzo tutti assieme.

Mons. Gardin ha invitato i giovani, che per tre giorni hanno sperimentato la “puzza di Dio”, perché il Signore ha “l’odore dei poveri”, a prendersi cura del mondo come casa comune affidata a ciascuno di noi.

Non ci sono parole migliori di quelle dei ragazzi stessi per descrivere cos’è stato il M’illumino d’impegno. Abbiamo chiesto loro di descriverlo usando un colore, un gusto ed una parola; ecco alcune delle condivisioni fatte.

Descriverei questi giorni con il colore… verde: come la speranza negli occhi delle persone che ho aiutato;  significa, inoltre, la speranza per un futuro migliore; vedere tutti questi ragazzi della mia età che si rimboccano le maniche per aiutare gli altri mi rende speranzoso per il futuro; verde come gli infissi del posto in cui siamo stati, come la terra, come il prato dove mi sono distesa; speranza di morire senza rimpianti e sofferenza e di una vita nuova dopo la morte. Bianco: per la purezza, l’ingenuità e la semplicità, per gli animi delle persone disabili o anziane che ho incontrato e che avevano una grande capacità di trasmettere emozioni forti. Nero: è un colore scuro, ma nel buio si può vedere una nuova realtà, quindi vale la pena di buttarsi. Grigio: talvolta ho provato tristezza nei confronti delle persone che ho incontrato nel servizio, soprattutto di chi piangeva o aveva lo sguardo triste perso nel vuoto.

Che gusto hanno avuto questi giorni? Caffè: il gusto è molto forte, difficile da accettare inizialmente, ma poi piacevole. Un gusto dolce: come gli occhi dei bambini, le signore anziane incontrate, le persone che sanno essere dolci con gli altri, quelle gentili che ci hanno accolto; una dolcezza che mi ha aperto alle persone con cui ho passato il tempo e ho capito, così, che non bisogna abbandonare gli anziani, ma tenerli occupati; ho conosciuto persone che hanno un cuore grande, nonostante abbiano delle difficoltà. Un gusto piccante, pensando alle attività interessanti e che fornivano giuste provocazioni. Cannella: lascia impresso nel palato un sapore inconfondibile.

Ed infine, quale parola per descriverlo? Riflessione: ho capito che bisogna lottare per andare avanti. Genuinità: nonostante la situazione difficile dei bambini incontrati essi hanno dimostrato con il loro essere genuini una immensa forza e gioia di vivere. Senso: perché ciò che ci ha accumunati è stata una ricerca di senso, sia che ne siamo consapevoli o meno. Gratuità: la consapevolezza di avere a disposizione del tempo e una vita intera da spendere al meglio e non sprecare; Solidarietà: perché tutti si davano una mano; se ci si dà una mano, poi si riceve aiuto quando se ne ha bisogno; tre giorni dedicati agli altri in cui ho riscoperto una realtà nuova fatta di famiglia e disponibilità; ho incontrato persone normali che nel loro piccolo fanno qualcosa di immenso ogni giorno, persone comuni disposte a tutto pur di dare qualcosa a chi non ha niente. Concretizzare: sono i piccoli gesti che contano e se ognuno si impegnasse nel proprio piccolo il mondo sarebbe un posto migliore, quindi penso che sia ora di concretizzare i pensieri e darsi da fare sul serio.

                                                           L’equipe M’illumino d’impegno


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