In cammino con... Oxana - CARITAS TREVISO

In cammino con… Oxana

Questa è la breve storia di Oxana, donna russa ospite da metà novembre presso l’accoglienza per donne “Santa Chiara” , attiva da settembre 2014 presso la Casa della Carità a Treviso.

 

Ciao Oxana, raccontami un po’ di te.

Mi chiamo Oxana Bashko, sono russa e provengo dalla Crimea. 15 anni fa, dopo aver finito l’istituto alberghiero, ho lasciato i miei genitori ed i miei fratelli per venire in Italia in cerca di fortuna.

 

Com’è stato il primo impatto Italia?

All’inizio è sempre dura: non conosci la lingua, non hai esperienza o contatti. Lavoro però non ne mancava. Ho deciso di imparare l’italiano quindi ho cominciato a frequentare dei corsi, a leggere libri ed a guardare la televisione in italiano: in un mese ero in  grado di farmi capire.

Poi il lavoro. Ho cominciato con dei lavori presso le famiglie, colf, badante. Poi finalmente ho cominciato a fare quello per cui ho studiato e quello che più mi piace: la cuoca.

Ho lavorato per diversi anni in un ristorante dove ho imparato la cucina italiana, la  mia preferita.

 

E poi? Cos’è andato storto?

Il ristorante aveva sempre meno clienti a causa della crisi; hanno tenuto il cuoco e io sono rimasta a casa. Fortunatamente ho trovato un lavoro come badante per una signora anziana ma dopo circa un anno la signora è andata in casa di riposo ed io mi sono trovata senza lavoro.

È stato un periodo difficile: alcune persone mi offrivano un lavoro in cambio dell’alloggio… ma come si fa a mangiare? Come fai a sollevarti se nessuno ti paga per il mestiere che fai?

 

E quindi come ti sei organizzata?

Mi sono trovata senza casa e senza lavoro.Sono stata alla Caritas di Mestre e poi qui a Treviso ancor prima che aprisse l’accoglienza femminile. All’inizio dormivo da conoscenti ma poi ho dovuto adattarmi e dormire in qualche casa abbandonata. È stato un periodo veramente duro. Mi ha particolarmente stupito la poca solidarietà tra stranieri, che sfocia spesso in razzismo vero e proprio. Adesso però spero che il peggio sia passato. Almeno, grazie a Caritas, per il momento ho un tetto sopra la testa.

 

In accoglienza ora siete in 8 donne che vivono gomito a gomito: come va la convivenza?

 Come in tutti i posti: c’è chi si prende l’ambiente troppo a cuore e chi se ne frega! Fortunatamente si parla tranquillamente e ci si mette d’accordo senza problemi. La compagna, con la quale condivido la stanza è una brava persona: ci rispettiamo e non ci sono mai stai problemi. Anche con le volontarie c’è un buon rapporto ma purtroppo ci si vede troppo poco per instaurare un rapporto vero.

 

Vista la posizione della Crimea immagino che la tua famiglia a casa stia vivendo le conseguenze del conflitto russo-ucraino. Che ti raccontano?

È una follia! Hanno distrutto tutto per centinaia di chilometri. I morti non si contano e si parla addirittura di traffico d’organi verso l’Europa! L’esercito russo sta presidiando il confine russo in Crimea ma i profughi arrivano a migliaia. Il posto c’è, ma il problema è che c’è troppo egoismo e troppo poca solidarietà: o si cambia questo modo di pensare o è difficile pensare che il paese possa ripartire.

 

Per il futuro quali sono i progetti, i sogni?

Ho sentito che cercano volontari per andare a colonizzare Marte. Biglietto di sola andata… Mah forse ripensandoci ho ancora molto da fare qui sulla terra!

 

 

 

 


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