Povertà assoluta a livelli massimi storici - CARITAS TREVISO

Povertà assoluta a livelli massimi storici

Nell’ultimo report pubblicato dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) viene confermato che la povertà resta a livelli massimi storici toccati nel 2020, anno d’inizio della pandemia dovuta al Covid-19. Nel 2021 in Italia sono in condizione di povertà assoluta 5,6 milioni di persone, tra cui 1,4 milioni di bambini. Degli 1,9 milioni di famiglie colpite, sono quelle più numerose ad essere in maggior difficoltà. Lavoro ed istruzione continuano ad essere strumenti che contribuiscono a contrastare la povertà.

La causa di questa sostanziale stabilità è imputabile a diversi fattori; in particolare, a un incremento più contenuto della spesa per consumi delle famiglie meno abbienti (+1,7% per il 20% delle famiglie con la capacità di spesa più bassa, ossia la quasi totalità delle famiglie in povertà assoluta) che non è stato sufficiente a compensare la ripresa dell’inflazione (+1,9% nel 2021), in assenza della quale la quota di famiglie in povertà assoluta sarebbe scesa al 7,0% e quella degli individui all’8,8%.

L’incidenza della povertà assoluta decresce al crescere del titolo di studio della persona di riferimento della famiglia. Se quest’ultima ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore l’incidenza è pari al 3,9%, in miglioramento rispetto al 2020; si attesta all’11,0% se ha al massimo la licenza di scuola media.

La povertà assoluta è stabile tra le famiglie con persona di riferimento occupata (pari al 7,0%) che avevano risentito maggiormente degli effetti della crisi. Valori elevati si confermano per i dipendenti inquadrati nei livelli più bassi (13,3%) e, fra gli indipendenti, per coloro che svolgono un lavoro autonomo (7,8%), mentre nel confronto con il 2020 solamente le famiglie con persona di riferimento imprenditore o libero professionista mostrano segnali di miglioramento (1,8% dal 3,2% del 2020). Si conferma, inoltre, il disagio per le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione, per le quali l’incidenza arriva al 22,6%.

La rete delle Caritas in Italia, che già nel 2020 aveva sostenuto 1,9 milioni di persone, intensifica l’impegno e l’attività di osservazione permanente, grazie agli oltre 2.600 centri di ascolto in rete, in 193 diocesi.  Le priorità nell’intervento sono strettamente collegate ai volti di povertà rilevati nel territorio, è fatta di ascolto attento e di accompagnamento, con un’attenzione preferenziale verso i più fragili e i meno tutelati.  Nella consapevolezza che, come ribadito dal Papa nel Messaggio citato, “È urgente trovare nuove strade che possano andare oltre l’impostazione di quelle politiche sociali «concepite come una politica verso i poveri, ma mai con i poveri, mai dei poveri e tanto meno inserita in un progetto che unisca i popoli» (Enc. Fratelli tutti, 169)”.

 


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