“Ero nudo e mi avete vestito” - CARITAS TREVISO

“Ero nudo e mi avete vestito”

 

Una volontaria del centro di distribuzione vestiario racconta la sua esperienza.

 

Sono Roberta e collaboro con il servizio di distribuzione vestiario presso la Parrocchia di Santa Maria Maggiore fin da quando, circa 10 anni fa, è nato il desiderio da parte di alcune mamme della Parrocchia di creare uno spazio di condivisione di abiti usati con coloro che ne avessero avuto necessità. Nel tempo il Servizio è divenuto parte del Progetto Carità della Collaborazione Cittadina ed appoggio per il centro d’ascolto diocesano. In questi anni abbiamo potuto toccare con mano come sia cambiato progressivamente il volto della povertà e di conseguenza le necessità a cui andare incontro: da una prevalenza di famiglie a persone senza dimora e migranti.

Le famiglie e i singoli prima di rivolgersi alla distribuzione vengono accolti ed ascoltati al centro di ascolto. I volontari nel colloquio cercano di comprendere e sostenere la persona nella difficoltà anche attraverso i servizi di prima necessità come il vestiario, per rispondere all’appello evangelico: “…ero nudo e mi avete vestito”.

Sinceramente non è sempre stato facile vivere la prossimità, sia nei confronti delle persone che esprimono il bisogno sia nei confronti della comunità che dona il vestiario.

Pensando ai poveri che incontriamo, mi rendo conto che a volte la loro insistenza, piuttosto che la loro insoddisfazione rispetto all’indumento che gli si propone, possono essere vissute dal volontario come una pretesa non motivata a fronte dello stato di necessità che vivono; in realtà, per il senso che ha il nostro servizio come espressione di carità, diventa essenziale salvaguardare, soprattutto in una condizione di povertà, la dignità della persona anche in un semplice gesto di consegna di un indumento, garantendo per quanto possibile il diritto di scelta.

Pensando invece alla comunità allargata che ci sostiene, le grandi fatiche vengono dal fatto che spesso quanto ci viene consegnato, non è adeguato al nostro servizio. Si è reso necessario in più occasioni comunicare annunci come questi:

  • non sono adeguate le cose sporche, rotte, rovinate, molto vecchie (cioè tenute in armadi per anni senza utilizzarle) perché non facciamo un servizio di lavanderia o rammendo;
  • non sono adeguati abiti eleganti, cappotti, completi da uomo, scarpe con il tacco, vestiti da sera, ossia una tipologia di vestiario poco funzionale a persone giovani, che cercano abiti da indossare ogni giorno;
  • non sono adeguati i costumi da bagno e l’attrezzatura da sci perché i nostri utenti non hanno bisogno di queste cose.

Abbiamo spesso l’impressione che le persone svuotino gli armadi più che pensare alle reali necessità delle persone e questo ci rattrista perché capiamo che la gente ha un’idea del “povero” che non corrisponde alla realtà e che talvolta non voglia fare un vero gesto di carità ma solo disfarsi del superfluo.

Tra di noi spesso ci confrontiamo sul nostro ruolo educativo, sia nei confronti dei poveri che nei confronti della comunità, e ci interroghiamo continuamente sulle modalità attraverso le quali poter meglio esprimere la logica del dono sia nel ricevere che nel dare, avendo chiaro che lo scopo non è insegnare niente a nessuno ma semplicemente essere segno di una carità cristiana sincera e rispettosa di tutti.

Ringrazio il Signore perché attraverso questa esperienza mi dà la possibilità di conoscere più in profondità la complessa realtà di povertà che ci circonda e nel contempo tiene in allenamento i miei occhi e il mio cuore a ricercare in profondità ciò di cui gli altri hanno bisogno, senza avere la presunzione di conoscere ciò che serve alla felicità di chi mi sta vicino.

 


Ultime notizie

Vicini al popolo colombiano

In Colombia la terra ha tremato nella mattina di lunedì 10 agosto, lasciando dietro di sé un bilancio ancora in evoluzione e una situazione umanitaria sempre più complessa. Alle 7.34 di lunedì 10 luglio, un terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito vaste aree dell’ovest e del centro del Paese, con epicentro nei pressi di San José

Contrasto alla povertà educativa: presente e futuro

Presente e futuro delle nostre attività di contrasto alla povertà educativa  Il progetto di collaborazione Dopo e Prima promosso da Fondazione Caritas Treviso per il contrasto alla povertà educativa attualmente unisce 25 doposcuola parrocchiali della diocesi di Treviso impegnati a sostenere e accompagnare bambini/e e ragazzi/e in difficoltà scolastica. In questi anni la collaborazione si

Emergenza in Venezuela (agg. 1° agosto)

Dopo il sisma la solidarietà non si ferma: oltre 15 mila tonnellate di aiuti già distribuite È La Guaira la zona più colpita dal terremoto del 24 giugno 2026. La presidente ad interim, Delcy Rodríguez, ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale dopo le due forti scosse, di magnitudo 7,2 e 7,5, che hanno interessato il nord-ovest

Riapertura locali mensa in Casa della Carità a Treviso

Treviso, 23 giugno 2026. A partire da ieri sera, lunedì 22 giugno, sono stati riaperti i locali della mensa in Casa della Carità, con modalità che consentano una riduzione del rischio, ma anche il ripristino di una relazione serena con gli ospiti dei servizi e tra gli ospiti stessi, in uno spazio custodito e accogliente.