STA A NOI: primo aggiornamento dopo l'apertura degli sportelli - CARITAS TARVISINA

STA A NOI: primo aggiornamento dopo l’apertura degli sportelli

(Dal giornale diocesano La Vita del Popolo del 6 giugno 2021)

Ha visto la luce il Giovedì santo 2021, l’iniziativa della Diocesi di Treviso per un “Fondo di comunità” e di “Microcredito per le imprese”, denominata “Sta a noi”, nata per sostenere le famiglie e le attività economiche che stanno maggiormente soffrendo per le conseguenze della pandemia. Infatti, in questo tempo che ha colto di sorpresa tutti ma rischia di lasciare indietro solo alcuni, le fatiche delle famiglie più sole si intrecciano con le storie di microimprese schiacciate dalle conseguenze della crisi. Negli sportelli, tuttavia, si respira aria di speranza.

Sono trascorse alcune settimane dall’apertura dei cinque sportelli del Fondo di Comunità diffusi nel territorio diocesano e dello sportello unico del Fondo Microcredito per le imprese.

Al 31 maggio le famiglie che si sono rivolte al Fondo di Comunità sono 92; il 73% ha concluso i colloqui d’ascolto, in cui gli operatori fiduciari degli sportelli accompagnano la famiglia nella compilazione della domanda di contributo. Di queste 67 domande solo 4 non sono state accolte, in quanto legate a situazioni di difficoltà che erano già conclamate prima dell’emergenza pandemica e che potevano essere supportate efficacemente da altri enti territoriali, a cui le famiglie sono state indirizzate. Gli aiuti economici concessi ad oggi alle famiglie ammontano a circa 88.000 euro.

Nella grande maggioranza si rivolgono agli sportelli coppie con figli o genitori single, in una fascia d’età eterogenea che va dai 20 ai 60 anni. Delle famiglie che sono state ascoltate, 2 su 3 sono di nazionalità italiana. La fonte di spesa che incide maggiormente sul reddito familiare è quella legata all’abitazione privata, infatti due terzi delle persone ha chiesto supporto nel pagamento delle utenze domestiche, la metà per saldare la rata mensile d’affitto e altri hanno chiesto un contributo alle spese condominiali e al mutuo bancario sulla casa. Un terzo delle famiglie ha inoltre difficoltà nel sostenere le spese di trasporto per raggiungere il luogo di lavoro. Per un 20% dei richiedenti il reddito principale si è completamente azzerato nell’ultimo periodo e nel 75% dei casi ha subito una diminuzione significativa. Per i disoccupati, che sono quasi 4 ogni 10, sostenere i bisogni fondamentali diventa una sfida ancora più difficile.

Se molte delle famiglie ascoltate si sono già fatte coraggio e rivolte ai Servizi Sociali del proprio Comune o alle Caritas parrocchiali (quasi il 65%), molte altre arrivano agli sportelli restie a chiedere un aiuto, pensando di non meritarlo o di toglierlo a qualcun altro. È anche a queste famiglie, che rischiano di essere lasciate sole a scivolare in una situazione di povertà, che STA A NOI vuole dare un segno di comunione.

Per quanto riguarda il Fondo Microcredito, al 31 maggio sono 13 gli imprenditori che si sono rivolti allo sportello e che hanno cominciato il percorso di ascolto con i 12 operatori fiduciari volontari. Ad aver bisogno di un supporto è il tessuto delle microimprese a gestione familiare, con pochissimi dipendenti o addirittura ditte unipersonali. I settori più rappresentati sono quelli che hanno sofferto maggiormente gli effetti della pandemia: aziende in ambito turistico, della ristorazione e centri sportivo-ricreativi.

La valutazione della situazione, che implica un dettagliato processo di analisi, ha avuto esito positivo per una delle imprese ascoltate, che è stata indirizzata presso il Fondo di Comunità per un aiuto più legato ai bisogni della famiglia. Nessun esito negativo per il momento: tutte le altre aziende ascoltate stanno costruendo la propria domanda di contributo insieme agli operatori fiduciari.

Ciò che ha funzionato in queste settimane e si sta alimentando giorno dopo giorno è la rete di vicinanza del territorio, che tende una mano a famiglie e imprenditori e li incoraggia a chiedere un sostegno alla comunità. Da un lato ci sono le famiglie sentinella diffuse sul territorio, che fanno da antenna per captare le situazioni che potrebbero essere aiutate. Il 20% delle famiglie che si sono rivolte agli sportelli, è stato inviato da una famiglia sentinella. Dall’altro lato ci sono i Servizi Sociali, le Parrocchie, le Caritas parrocchiali, le associazioni e le onlus del territorio, con cui gli operatori fiduciari stanno costruendo una collaborazione volta al supporto reciproco ed alla corretta gestione dei rispettivi ambiti di intervento.

I dati ci rimandano una fotografia che sembra avere contorni abbastanza nitidi, ma i vissuti che ciascuna famiglia o imprenditore ha condiviso durante i colloqui hanno una miriade di sfumature uniche. Ciò che resta costante, di fronte alla varietà di vite che si raccontano e chiedono un segno concreto di fratellanza, è la disponibilità all’ascolto che qualunque persona che si rivolge al Fondo trova ad attenderla.

Sono gli operatori fiduciari e le famiglie sentinella coloro che si sono messi in ascolto, in prima persona, di quelle famiglie e microimprese che stanno per perdere la speranza. Tutti gli sportelli sono aperti alla cittadinanza almeno due pomeriggi a settimana, grazie alla presenza e alla dedizione dei circa 100 volontari che sono il cuore pulsante dell’iniziativa STA A NOI.

Oltre all’impegno quotidiano dei volontari negli sportelli e delle famiglie Sentinella sul territorio, STA A NOI è alimentato dalle donazioni di tutti i cittadini. A partire dal contributo diocesano di 550.000 euro, al 31 maggio, il Fondo di Comunità ed il Fondo microcredito sono stati alimentati dalle offerte ricevute sul conto dedicato per un importo di circa 60.000 euro. Che sia con una donazione o dedicando il proprio tempo come volontari, per tutti i cittadini che scelgono di condividere un segno di fratellanza con le famiglie e le imprese in stato di bisogno, STA A NOI vi aspetta per scrivere nuovi passi di comunità. Un passo importante è stato già fatto ponendo la propria firma, nella Dichiarazione dei redditi, sulla destinazione dell’8 per mille alla Chiesa cattolica. Che, come succede a Treviso, può così andare in aiuto a tante persone in difficoltà.

 

LEGGI ALTRE INFORMAZIONI DALLA SEZIONE DEL PROGETTO STA A NOI (DESCRIZIONE DELL’INIZIATIVA, SPORTELLI, MODALITÀ DI ACCESSO)



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