Casa Respiro

Casa Respiro è un progetto di co-housing per soggetti, giovani e adulti, con lieve disagio psichico, avviato nel gennaio 2014 per rispondere all’esigenza di creare un luogo che dia “respiro” alle famiglie, ai singoli e alle comunità.

In un tempo come quello attuale segnato da tensione sociale, incertezza di vita, precarietà, disagio esistenziale, l’obiettivo che si pone il progetto non è solamente legato al bisogno del singolo o di una famiglia in difficoltà a causa di un familiare affetto da disturbo psichico, ma è di scommettere su un nuovo modello di solidarietà sociale, capace di passare dal puro assistenzialismo alla promozione delle risorse e dei talenti personali e comunitari. L’idea è nata da un numeroso gruppo di famiglie (ove convergono le competenze più disparate, dall’ingegnere all’agricoltore, dal prete al disoccupato) che si è costituito in un’associazione culturale (Respiro), con lo scopo di ripensare la propria solidarietà, prendendosi cura dell’anello più debole della catena degli uomini e delle donne che vivono nei nostri territori.

Nel corso del 2015 la Casa ha accolto 7 persone in residenza, e tre di esse hanno concluso il percorso concordato e si sono rese autonome. Insieme ad ognuno viene stabilito un percorso individuale che riguarda la propria presenza in casa, le proprie attitudini e le attività da svolgere, l’attenzione alle altre persone che frequentano la casa, i rapporti con la famiglia d’origine, la possibilità di ingresso nel mondo del lavoro.

Lavoro

Una delle attività più significative del 2015 è stata la preparazione e l’avvio dell’orto sinergico che ha impegnato tutti i cohousers e numerosi volontari. In questo primo anno sono state testato alcune direttrici di lavoro per capirne la tenuta, la sostenibilità e l’opportunità. Accanto all’orto sinergico quindi sono stati attivati una serie di laboratori: intreccio di cesti, produzione di conserve, produzione di pasta e pane, restauro di mobili, costruzione di casette nido, riciclo pallets, tinteggiatura e sistemazione recinzione. I cohousers e le donne che frequentano le attività diurne hanno dimostrato impegno anche nel portare a termine piccole commissioni di bomboniere artigianali o altri prodotti della casa.

Socialità

Nel corso del 2015 sono state organizzate 20 iniziative culturali: 9 concerti, 3 testimonianze, 3 reading, 4 spettacoli teatrali, 1 presentazione di libro. In totale sono stati coinvolti, oltre ai cohousers e ai frequentatori diurni (che hanno contribuito anche alla preparazione delle iniziative) 20 volontari e quasi 2000 ospiti/spettatori.

Oltre ai macramé sono stati organizzati dei laboratori aperti al territorio:

– AL DI LA’ DEI SOGNI, con don Paolo Floretta

– FILARTE, con la pittrice Liana Calzavara Bottiglieri

– ARTETERAPIA, con l’artista Marilena Corallo

La Toscana e la montagna sono state mète di brevi vacanze estive, dove si è cercato di unire lo svago alla conoscenza di realtà associative che operano con il mondo del disagio. Uscite più brevi di interesse culturale sono state fatte per spettacoli teatrali e musicali, conferenze sulla legalità, cinema, visite a santuari e luoghi di culto.

Le domeniche sono il momento dell’incontro per antonomasia: il pranzo “chi c’è c’è” è l’occasione per incontrare amici che vogliono conoscere la realtà di Casa Respiro. Spesso ospitiamo amici di altre associazioni che vivono lo stesso impegno, nella condivisione del cibo si stemperano le fatiche.

Promozione salute

In collaborazione con altre tre realtà territoriali che operano nella disabilità abbiamo avviato un progetto multidisciplinare sull’affettività/sessualità legata al mondo del disagio fisico e psichico. Il progetto prevedeva la presentazione di un libro, la visione di un film e l’avvio di due laboratori: uno di scrittura autobiografica e uno teatrale, che si è concluso a settembre con una performance.

A ottobre 2015 è stata ospitata un’iniziativa di sensibilizzazione sulla salute mentale dell’Associazione “In rete” in collaborazione con l’Ulss 9 Treviso.

notizie

Sussidi per l’Avvento 2016

L’anno santo della Misericordia è stato un grande dono che continua ad esserci di stimolo e provocazione. Siamo chiamati ad essere sempre più una chiesa in uscita, capace di uscire fuori dalle paludi della mediocrità e delle ambiguità. L’appello a rendere generative le periferie dell’umanità di oggi ci chiede di uscire fuori. Come Caritas Diocesano

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