Nostra giustizia è l’Amore - CARITAS TARVISINA

Nostra giustizia è l’Amore

 

Riscopriamo in questo cammino quaresimale la bellezza di essere chiamati a fare della nostra vita un capolavoro d’amore, ad immergerci nella Santità dell’Amore. (…) Ai piedi della croce sia inchiodato l’uomo vecchio che abita in noi, perché nasca quello nuovo.

La vita è un dono straordinario, è una avventura meravigliosa che Dio affida alle nostre fragili mani. Ogni giorno siamo chiamati a metterci in cammino per camminare verso quella “terra promessa” che una vita libera e piena di gioia. Ci sono molti ostacoli che ci rallentano e ci scoraggiano. Il Signore ci ripete continuamente di non aver paura, perché Lui è sempre al nostro fianco. Lui ci custodisce nella sua mano.

Nei momenti di sfiducia e tristezza siamo tentati di arrenderci, di cercare la soluzione più comoda, di scendere a compromessi, barattando la stessa vita. Riscopriamo in questo cammino quaresimale la bellezza di essere chiamati a fare della nostra vita un capolavoro d’amore, ad immergerci nella Santità dell’Amore. Non accontentiamoci di rotte di breve cabotaggio, ma prendiamo il largo… lasciamo che il nostro cuore ci porti a danzare la vita, a danzare sulle stelle, a vivere ogni frammento dell’esistenza nella gioia di Cristo.

Chi è l’uomo? Chi siamo noi? Siamo creature fatte ad immagine e somiglianza di Dio. Portiamo impresso nella nostra esistenza il DNA di Gesù, che è quello di essere amore di misericordia, vita donata per il bene e la salvezza di tutti. Ognuno di noi porta dei tratti unici della “figura” di Gesù, porta una scintilla dell’infinito Amore del Padre.

Tutti siamo chiamati alla santità, cioè a far sì, con le parole di San Paolo, che “non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me” (Gal. 2,20). La gioia e la pienezza della vita consistono nel portare a pienezza questa figura che è in noi. Se viviamo facendo delle scelte sbagliate rischiamo di sfigurare il volto di Cristo in noi, e di conseguenza calpestiamo la nostra dignità di uomini. Se viviamo in obbedienza al Signore vivremo un cammino di trasfigurazione dove ogni cosa risplenderà in pienezza grazie all’Amore misericordioso del Padre. È questa la grande conversione della nostra vita: passare da tutto ciò che ci sfigura, all’Amore che ci trasfigura, ricolma di gioia e asciuga ogni lacrima.

Il grande sogno di Dio è quello della comunione. Il Signore desidera che viviamo una profonda unità, in cui ciascuno possa esprimersi secondo verità e nella massima libertà. Lui ci custodisce nel suo amore e vuole che la giustizia e la carità regnino sovrane nelle relazioni tra gli uomini. Anela profondamente che il nostro cuore sia nella pace, anzi che il suo “shalom”, l’abbondanza di doni, ricolmi la nostra vita e la nostra storia.

Per accogliere il dono di Dio è necessario essere umili, cercare insieme il bene comune mettendolo prima del benessere individuale. Non è facile deporre le vesti del potere, della forza per camminare al passo del più debole. Facilmente lo si sbandiera, ma nella concretezza delle nostre scelte, lasciamo che chi è fragile venga risucchiato dalla logica dello scarto. Ciò che non è produttivo secondo i nostri schemi, va tagliato. Questa è una delle grandi ingiustizie di oggi. Non si è più capaci di avere pazienza, di riconoscere che ognuno matura e porta frutti secondo il suo tempo. Gesù ci guarda nella nostra unicità e ci invita a fare altrettanto: questo è lo sguardo “giusto” del Cristo.

Che cosa bella la tenerezza del padre! La misericordia del padre è traboccante, incondizionata, e si manifesta ancor prima che il figlio parli. Certo, il figlio sa di avere sbagliato e lo riconosce: «Ho peccato … trattami come uno dei tuoi salariati». Ma queste parole si dissolvono davanti al perdono del padre. L’abbraccio e il bacio di suo papà gli fanno capire che è stato sempre considerato figlio, nonostante tutto. La nostra condizione di figli di Dio è frutto dell’amore del cuore del Padre; non dipende dai nostri meriti o dalle nostre azioni, e quindi nessuno può toglierci questa dignità.

Questa parola di Gesù ci incoraggia a non disperare mai. Pensiamo alle mamme e ai papà in apprensione quando vedono i figli allontanarsi imboccando strade pericolose. Pensiamo ai parroci e catechisti che a volte si domandano se il loro lavoro è stato vano. Ma anche a chi si trova in carcere, e gli sembra che la sua vita sia finita; a quanti hanno compiuto scelte sbagliate e non riescono a guardare al futuro; a tutti coloro che hanno fame di misericordia e di perdono e credono di non meritarlo… In qualunque situazione della vita, non dobbiamo dimenticare che non smetteremo mai di essere figli di Dio, di un Padre che ci ama e attende il nostro ritorno. Anche nella situazione più brutta della vita, Dio ci attende, Dio vuole abbracciarci, Dio ci aspetta.

Per amore e in piena libertà scegliamo di rimanere, pur con le nostre debolezze, ai piedi della croce di Gesù. Stiamo ai piedi della croce e nel silenzio di quest’ora la grazia dello Spirito Santo ci doni di sperimentare in profondità che non siamo soli. Il nostro cuore è ricolmo della presenza amorevole di Cristo ed è allargato a dismisura dalla preghiera che si posa su ogni angolo della terra e che ci rende familiari ad ogni situazione di gioia e di dolore che si vive nel mondo. In modo particolare ai piedi dell’Amore Crocifisso nel nostro cuore possa sgorgare una preghiera per ogni uomo, soprattutto per chi è nella prova e nella fatica. Ai piedi della croce si frantuma ogni barriera, ogni sorta di indifferenza e di preoccupazione egoistica.

La nostra vita può essere solo Dono, solo Amore, può essere solo una vita in Cristo, con Cristo e per Cristo. Ai piedi della croce sia inchiodato l’uomo vecchio che abita in noi, perché nasca quello nuovo. Il Signore ci doni di essere amore, onorando la sacralità della vita di ogni uomo e trovando il coraggio di promuovere la giustizia nella verità e nella carità. Sia questa la nostra Giustizia, la nostra Pasqua.

Don Davide Schiavon

16 marzo 2021


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