Trasformare incroci in incontri - CARITAS TARVISINA

Trasformare incroci in incontri

“Il Signore Gesù ci ricorda che è necessario mettersi in cammino, che dobbiamo tenere sempre vivo dentro il nostro cuore il desiderio di casa, di ritornare a casa

Una delle tentazioni più facili per ciascuno è quella di costruirsi delle certezze per fuggire la paura dell’ignoto e del futuro che sta davanti. Il rischio concreto è quello di imbrigliare la storia dentro a schemi e progettualità sterili dove lo Spirito Santo fa fatica a trovare terreno fertile per far germogliare il seme della carità. È vivere con il freno a mano tirato, è la paura di giocarsi fino in fondo, di gettare le reti della propria vita sulla parola del Signore Gesù. Cristo con i suoi discepoli ci invita a metterci in cammino, a non ancorare la nostra esistenza alla sedentarietà del potere e delle conquiste. Ci chiede di lasciare le distese dell’ambiguità e dei compromessi, per metterci in cammino verso la verità, verso la terra promessa, verso quella casa che ci assicura serenità e pace. La vita è un continuo cammino, è una scoperta sempre nuova del bello, del vero, del buono che ci circonda e che ci abita.

A volte siamo atterriti da una storia che sembra tingersi sempre più di sofferenza e tristezza. Rischiamo di rifugiarci in vuote nostalgie di un dolce passato che non abbiamo mai vissuto o scappiamo in un mondo virtuale per anestetizzare le fatiche e le difficoltà concrete che la vita ci mette davanti. Il Signore Gesù ci ricorda che è necessario mettersi in cammino, che dobbiamo tenere sempre vivo dentro il nostro cuore il desiderio di casa, di ritornare a casa. Nessuno di noi è così forte da poter fare a meno dell’abbraccio tenero e misericordioso di Dio Padre. Il Signore continua a dirci “Venite a me voi tutti, affaticati ed oppressi e io vi ristorerò”. Il nostro cammino di discepoli non è un vagabondaggio, ma ha come meta quella del ritorno a casa, di trovare accoglienza ed ospitalità presso il cuore dei fratelli ed il cuore di Dio Padre. È camminare verso la verità e la libertà della vita.

Il nostro cammino dentro la storia ci chiede di “odorare come le pecore”, ci chiede di non giocare al ribasso, di avere il coraggio di andare oltre, di amare senza misura. Abitare la storia significa aprire le porte del nostro cuore, della nostra casa per offrire ad ogni uomo il bene che è seminato in noi che non è una proprietà da difendere, ma un dono da condividere. Non si può rimanere fermi, ma è necessario ogni giorno mettersi in cammino.

La casa è luogo delle relazioni più calde e rassicuranti. È luogo di verità e libertà. Una delle dimensioni fondamentali è quella dell’ascolto. Si costruisce una vera casa nella misura in cui ci si stima a vicenda, si riconosce il valore di ciascuno e si impara a rispettare la singolarità di ognuno. Ascoltare significa fare spazio all’altro, riconoscerlo nella verità della propria storia e nella libertà delle proprie scelte. La casa non può essere un nido caldo dove ripiegare nei momenti di sfiducia né una sfera di cristallo che esenta dalle difficoltà e dalle sofferenze di ogni cammino. Siamo chiamati ad abitare la vita da discepoli che sono sempre in un continuo cammino di crescita e di rinnovamento. È importante che sempre più il farci compagni dell’uomo d’oggi sia traguardato ad aiutare ciascuno ad abitare con fiducia la propria vita. Stare in ascolto della Parola di Vita aiuta a vivere un profondo cammino di riconciliazione con la propria storia, con le proprie ferite. La casa è luogo di ascolto e di fraternità dove ci si ritrova come uomini e donne feriti dalla vita, ma uniti profondamente dal desiderio, dal sogno di un Bene da condividere, di una Pace da gustare con pacatezza e semplicità di cuore. È il riconoscere che c’è una sola Parola che guarisce, che salva. Stare in ascolto di Gesù Buon Pastore è credere fermamente che ogni uomo è recuperabile alla vita e all’amore, è affermare che non c’è ferita che non possa essere sanata dalla misericordia di Dio. Oggi più che mai abbiamo bisogno di case dove l’ascolto della Vita e della Parola diventano fonti vive di speranza. È necessario che riscoprire che le nostre case devono ritrovare la loro verità di dimore, vincendo logiche utilitaristiche e superficiali. La casa non può diventare un freddo ostello a cui attingere servizi e soddisfare i bisogni primari, ma sempre più è chiamata ad essere luogo di relazione, luogo promettente di vita. Ogni esistenza è sacra e al cospetto dell’Amore salvifico di Cristo viene riconsegnata alla bellezza e allo splendore del suo essere creatura fatta a immagine e somiglianza di Dio. Abitare questa nostra storia. Essere chiesa in uscita significa lasciarsi riempire il cuore di quella dinamica generativa che trasforma confini in orizzonti, incroci in incontri. Lo Spirito Santo ci doni l’umiltà di ascoltare i desideri profondi di ogni uomo per condividere il sogno comune di una umanità radicata sulla fraternità, la giustizia, la pace e la comunione.

10 maggio 2022

 


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