Centro d’Ascolto Archivi - CARITAS TARVISINA

Orari del Centro di Ascolto

 

AL MATTINO: DAL LUNEDì AL VENERDì, ORARIO 9.00 – 12.00

AL POMERIGGIO: IL LUNEDì E IL MERCOLEDì, ORARIO 15.00 – 18.00

Telefono per informazione e appuntamenti: 0422 54 53 16

 


Mettere al centro della nostra attenzione i POVERI è il primo passo per percorrere la via delle Beatitudini.

Non a caso il Papa ha dedicato a loro una giornata mondiale, perché non siano solo ricordati, ma siano visti e ascoltati, siano messi davanti alle nostre occupazioni, in cima alla lista delle nostre priorità, … siano loro ad indicarci la via del cambiamento e della conversione.

“Questo Povero grida e il Signore ascolta”(Salmo 34,7). Nel suo messaggio di indizione della giornata mondiale del 2018, il Santo Padre ci guida a comprendere come, grazie ai Poveri, possiamo ritrovare la strada per fare esperienza di Dio nella nostra vita.

Prima di tutto riconoscere noi stessi come “povero che grida”, ci permette di riconoscere la nostra condizione umana di essere fragile e limitato, di non poter bastare a noi stessi e di rivolgerci a Dio, per ritrovare nel suo amore la soddisfazione di ogni nostro bisogno e il senso stesso della nostra esistenza. Fare esperienza dell’intervento liberante di Dio, il sollievo dall’umana sofferenza, scaturisce quella gioia che si desidera non solo per sé, ma per chiunque si trovi nella medesima condizione. Questo genera capacità di ascolto e prodigo intervento verso gli altri, senza alcuna esitazione, perché è semplicemente e umanamente necessario.

L’uomo che grida a Dio non esprime solo la sua disperazione, ma anche tutta la speranza di ricevere da Lui risposta, di ritrovare accoglienza. Il Povero dunque è colui che ha fiducia e si abbandona a Dio, e nel ritrovato rapporto con Lui, recupera la dignità di essere umano.

Chi fa esperienza di questo è capace di simpatizzare con chi si trova in una condizione di  povertà, è capace di ascoltare e di immedesimarsi e non può che desiderare anche per l’altro la liberazione da ciò che lo opprime.

In virtù di questa esperienza, ogni volta che ci rivolgiamo ad un povero, che ci tende la mano per chiedere aiuto, interveniamo in suo soccorso non perché abbiamo i mezzi per farlo, ma in quanto memori della stessa condizione e grati nei confronti di Colui che ci ha risollevato dalla miseria per restituirci una vita rinnovata. L’umiltà, dunque, diventa il tratto che caratterizza chi si mette a disposizione per aiutare chi si trova in difficoltà, perché lo fa “da pari”, da fratello a fratello, essendo semplicemente tramite della misericordia di Dio, che a sua volta ha ricevuto. “Gratuitamente avete ricevuto e gratuitamente date (Mt. 10, 8).”

Per questo motivo, di fronte al progressivo impoverimento di fasce sempre più ampie di popolazione e di interi Paesi, a cui la nostra economia e il nostro stile di vita stanno portando, nessun essere umano può restare indifferente … a maggior ragione i cristiani! Non può non toccarci e non suscitare in noi indignazione e desiderio di invertire la rotta. La via del cambiamento coinvolge tutti. Significa non conformarsi alla mentalità di questo mondo e andare contro corrente, iniziando da semplici, ma radicali, scelte quotidiane, che possiamo fare. E’ una logica di giustizia e di equità che dobbiamo promuovere perché siamo un’unica famiglia umana!

Il card. Montenegro, in occasione dell’Assemblea delle Caritas parrocchiali, ci ricorda: “il Povero ha bisogno innanzitutto della nostra amicizia”, prima di ciò che gli possiamo dare, del servizio che possiamo attivare o della borsa spesa che possiamo offrire. “L’amicizia” qui è intesa non tanto in termine affettivo, quanto come attenzione, vicinanza alla persona.  C’è prima di tutto il nostro incontro con lui da fratello o sorella, il vedere e ascoltare il suo bisogno e mettersi al suo fianco. Il Cardinale conclude dicendo:  “I Poveri e l’Eucarestia, sono l’eredità che Dio ci ha lasciato, mediante Suo figlio Gesù”. In questo senso i Poveri vengono innalzati a Sacramento Dio, come via per la nostra salvezza.

Cercare l’amicizia con i Poveri significa educare noi stessi alla vita buona del Vangelo, fare nostro l’annuncio che il messaggio di Cristo porta. I Poveri ci evangelizzano, aiutandoci a scoprire ogni giorno la bellezza del Vangelo, ovvero la fiducia di un Dio che viene a liberare il suo popolo. Oggi il ruolo della Caritas è proprio questo: educare le comunità a vivere il Vangelo rimettendo al centro i Poveri, desiderando e prodigandosi affinchè ogni suo componente possa vivere una vita felice.

 

Il Centro d’Ascolto e la pandemia

Nel 2020 in Italia, un milione di persone in più si sono ritrovate in povertà assoluta rispetto al 2019; nel 2020 la povertà assoluta è tornata ai livelli di 15 anni fa.

Le difficoltà delle famiglie italiane alle prese con la crisi del lavoro causata dalla pandemia sono sotto gli occhi di tutti, ma adesso ci sono i dati a inquadrare in modo drammatico gli effetti del Covid-19 sull’economia. Secondo le stime preliminari dell’Istituto nazionale di statistica (Istat), nel 2020 le famiglie in povertà assoluta in Italia sono oltre 2 milioni, dunque un milione di persone in più. L’incremento è spaventoso: le famiglie totalmente indigenti, rispetto al 2019, sono 335mila in più (+7,7%). Il numero complessivo degli individui che fanno parte di queste famiglie e che perciò ogni giorno hanno problemi a mettere insieme il pranzo con la cena o a soddisfare bisogni primari sono adesso circa 5,6 milioni, il 9,4% della popolazione italiana.

Secondo i dati Istat, la crisi ha colpito in modo particolare le famiglie per le quali la persona di riferimento si trova nella fase centrale dell’esistenza lavorativa e quelle con un maggior numero di componenti. Inoltre dallo studio emerge come la presenza di figli minorenni espone maggiormente le famiglie alle conseguenze della crisi. Si nota, infine, come la crescita delle difficoltà sia più forte nel Nord del Paese, area dove il virus ha colpito di più.

Anche nel territorio diocesano abbiamo riscontrato questa tendenza e abbiamo approfondito la situazione attraverso un’indagine, alla quale hanno contribuito i Centri di Ascolto e di Distribuzione locali, che incontrano quotidianamente i bisogni delle famiglie in difficoltà. Nel presente bilancio approfondiamo l’argomento nella parte dedicata alla promozione Caritas nel territorio.

Per quanto riguarda il Centro di Ascolto diocesano si registra un trend diverso di ascolti, essendo orientato prevalentemente all’ascolto e all’accompagnamento delle persone senza dimora e solo in parte di nuclei familiari. Nel grafico seguente sono riportate le nuove situazioni di povertà intercettate nel 2020: in totale sono 210 le persone che si sono rivolte per la prima volta alla Caritas diocesana (39 donne e 171 uomini). Rispetto al 2019 in lieve calo, dovuto alla pandemia, all’impossibilità di spostamento nel territorio ed anche ad un ridimensionamento del servizio stesso di ascolto. In totale gli ascolti effettuati sono stati 790, poco più della metà rispetto al 2019.

Del resto, durante i mesi di lockdown, è stato necessario ripensare al servizio di ascolto, non più vissuto in presenza, ma mediante ascolti telefonici; a tutela della salute di tutti, gli operatori del Centro di Ascolto hanno svolto i colloqui di ascolto e di orientamento da casa, mentre i volontari hanno dovuto interrompere il loro servizio.

Attraverso questo servizio di ascolto telefonico si è cercato di vivere prima di tutto la prossimità e la vicinanza con le persone, sia già conosciute sia che chiedessero aiuto per la prima volta, cercando di non far mancare loro una parola di conforto e speranza, lasciando spazio allo sfogo, offrendo anche piccole soluzioni a bisogni spesso urgenti e necessari. Già solo aver offerto questo spazio di ascolto è stato per molte persone sole e preoccupate una ventata di fiducia. Certo il telefono talvolta è una barriera nella relazione, rende difficile lo scambio di informazioni e il bisogno di essere vicini, ma ha dato la conferma di quanto sia necessario avere comunque cura degli altri.

Durante il periodo contingentato del lockdown, le richieste più significative pervenute al Centro di Ascolto diocesano sono state a riguardo di aiuti alimentari da parte sia di famiglie che di singoli, orientate ai Centri di Distribuzione viveri territoriali, confermate anche da quanto registrato dai Centri di Ascolto e Distribuzione locali. C’è stata molta disponibilità e solidarietà da parte delle Caritas dislocate sul territorio che, nel momento dell’emergenza, non si sono tirate indietro, anzi si sono reinventate il servizio, pur con le difficoltà legate al periodo e al rispetto della normativa in materia di prevenzione dei contagi.

A giugno il Centro di Ascolto diocesano ha riaperto al pubblico ed è stato riorganizzato in modo tale da rispettare tutte le norme igienico-sanitarie necessarie, predisponendo ingressi contingentati e colloqui su appuntamento per evitare assembramenti o troppe persone in attesa nello stesso luogo. A settembre, anche i volontari sono tornati finalmente a svolgere il loro servizio in presenza, con turnazioni che permettessero il giusto distanziamento.

In fase di riapertura abbiamo assistito all’arrivo di molte persone che, prima della pandemia, non si erano mai rivolte alla Caritas. In aumento, rispetto al 2019, quelle di nazionalità italiana e asiatica; in diminuzione, invece, le persone provenienti dall’Africa centrale e dall’Est Europa; invariato il Sud America. Aumentano i giovani che si rivolgono al Centro di Ascolto: più della metà hanno tra i 18 e i 34 anni; a seguire la fascia tra i 35 e i 54 anni; in coda la fascia tra i 55 e i 64 anni.

Dal nostro osservatorio, le emergenze riscontrate quest’anno riguardano soprattutto la povertà economica. Molte sono state le richieste per il pagamento delle utenze e degli affitti in quanto tante persone, nei mesi scorsi, hanno perso il posto di lavoro e/o si sono viste ridurre le entrate (come, ad esempio, nel caso della cassa integrazione), trovandosi senza la possibilità di sostenere tutte le spese familiari. Ci sono state anche molte richieste per le spese di trasporto poiché tante persone hanno deciso, nei momenti in cui questo era consentito, di spostarsi in altre regioni, spesso con la speranza di trovare lavoro o raggiungere qualche familiare/conoscente. Altre richieste economiche sono state erogate per spese personali, rinnovo di documenti (in particolare permessi di soggiorno e passaporti), acquisto di farmaci e altre spese sanitarie.


Progetti

Sostegno imprenditori

Sei un imprenditore colpito dagli effetti della pandemia da Covid-19? Scopri l’iniziativa diocesana STA A NOI a sostegno delle imprese.   Lo sportello di ascolto del progetto Penelope e la rete delle relazioni ad esso collegato, è stato avviato nel 2012 (nel 2011 i lavori preparatori) ed è nato con lo scopo di far emergere

Microcredito

Sei un imprenditore colpito dagli effetti della pandemia da Covid-19? Scopri l’iniziativa diocesana STA A NOI e il microcredito a sostegno delle imprese. MICROCREDITO PER LE IMPRESE Dal 26 aprile 2021 gli imprenditori che stanno maggiormente soffrendo per le conseguenze della pandemia, possono richiedere un incontro per accedere al microcredito dedicato a loro. Per farlo


Testimonianze

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