Centro d’Ascolto Archivi - CARITAS TARVISINA

Orari del Centro di Ascolto

 

AL MATTINO: DAL LUNEDì AL VENERDì, ORARIO 10.00 – 12.00

  • BUONI PASTO PER MENSA COMUNALE: LUNEDÌ CON PRENOTAZIONE SUL FOGLIO APPESO DALLE 8 ALLE 9;
  • FARMACI: MERCOLEDì ORE 10.00;
  • INFORMAZIONI E COLLOQUI PER I SERVIZI DELLA CASA DELLA CARITA’: MENSA, DOCCE, ACCOGLIENZA, LAVANDERIA

 

AL POMERIGGIO: IL LUNEDì E IL MERCOLEDì, ORARIO 15.00 – 18.00

  • INFORMAZIONI E COLLOQUI SU APPUNTAMENTO PER SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE;
  • INFORMAZIONI E COLLOQUI PER I SERVIZI DELLA CASA DELLA CARITA’: MENSA, DOCCE, ACCOGLIENZA, LAVANDERIA

 


A conclusione dell’Anno Giubilare della Misericordia, Papa Francesco ha indetto la Giornata Mondiale dei Poveri a partire dall’anno 2017 (19 novembre). E’ un appello che si rinnova ogni anno a “non amare a parole ma con i fatti” e che ci ricorda lo stretto legame tra l’annuncio del Vangelo e l’amore ai poveri.

Nel suo discorso ha riconosciuto la difficoltà di identificare in maniera chiara la povertà, tuttavia non l’ha considerata un’entità astratta, ma l’ha descritta come una realtà concreta: “ella ci interpella ogni giorno con i suoi MILLE VOLTI segnati dal dolore […]”.

Il Papa nei suoi interventi ci ricorda continuamente che: “I poveri sono persone da incontrare, accogliere ed amare”, e ribadisce “i cristiani di fronte a queste disparità non possono restare indifferenti”.

Il povero ci chiede di incontrarlo in un momento particolare del suo viaggio e di considerarlo con la sua storia, le sue sofferenze, le sue attese di riscatto e di vita. Prima ancora di una risposta ai bisogni materiali, il povero chiede il riconoscimento effettivo della propria dignità di persona, del diritto ad una vita normale e decorosa, di essere parte viva di una comunità.

Come si vede nell’immagine rappresentata dal logo della Giornata Mondiale dei Poveri, questo incontro avviene sulla soglia: serve una porta aperta, qualcuno che aspetta e sia pronto con una mano tesa. Inoltre per vivere pienamente l’accoglienza occorre ci sia, oltre la soglia, un luogo confortevole e persone disponibili ad offrire ristoro, ascolto, vicinanza, per ridare quella fiducia e speranza necessarie per riprendere il cammino. Questo è espressione di un’altra immagine cara a Papa Francesco che è quella dell’ospedale da campo. Questa dinamica della Soglia e dell’Ospedale da campo si concretizzano per noi nel luogo significativo del Centro di Ascolto, sia esso diocesano che territoriale.

Il Centro di Ascolto, come luogo di ascolto e accoglienza, ha il compito di non restare in silenzio, ma di riportare alla comunità le situazioni che incontra. Esso è posto come un SEGNO nel territorio e, come presenza accanto agli ultimi, invita i suoi abitanti a non restare indifferenti, inerti e rassegnati, ma a “rispondere ad una nuova visione della vita e della società”.

Nell’analisi della vita del Centro d’ascolto diocesano, per l’anno 2017, viene spontaneo partire dal numero di ascolti effettuati: 939 divisi in 366 nuove persone ascoltate e 573 ritorni. Delle nuove situazioni incontrate possiamo distinguere 50 ascolti rivolti a nuclei familiari e 316 ascolti riferiti a situazioni di marginalità estrema.

Si conferma la tendenza emersa nel 2016 all’aumento delle richieste di aiuto legate alla situazione di marginalità rispetto a quelle dei nuclei familiari. Tuttavia il dato va interpretato, non tanto in relazione all’evoluzione del fenomeno della marginalità delle persone senza dimora, quanto piuttosto alla luce dell’orientamento pastorale della diocesi di avvicinare, da un lato le famiglie in difficoltà alle comunità di appartenenza, e dall’altro di accompagnare le comunità stesse ad incontrare ed accogliere le povertà del proprio territorio, nell’intento di accorciare le distanze e vivere la prossimità, di superare la logica della risposta immediata e materiale alla richiesta di aiuto, e di favorire relazioni di vicinanza e inclusione nel tessuto comunitario.

Nel corso dell’2017, questo ha portato alla scelta di chiudere il centro diocesano di distribuzione viveri e ad intensificare la collaborazione con la rete dei centri di ascolto e di distribuzione presenti nel territorio, in particolare del centro città e della cintura urbana; di promuovere la nascita di un nuovo centro di ascolto nella collaborazione di Santa Maria del Rovere; di accompagnare sul piano formativo e operativo i centri di ascolto della diocesi nell’essere nel proprio contesto opere-segno di carità, sentinelle dei bisogni e promotori di progettualità in rete con i servizi e le opportunità locali, anche attraverso la gestione delle risorse economiche destinate dalla diocesi, pari a 200.000 euro.

Per quanto riguarda i ritorni: n. 312 per le situazioni di marginalità e n. 261 per i nuclei familiari, si nota -in proporzione agli anni precedenti- un aumento a favore delle famiglie. Per alcuni nuclei in carico, il centro di ascolto è diventato un punto di riferimento, non solo per trovare risposta all’emergenza o al bisogno materiale, ma anche in modo continuativo, per il confronto e il sostegno.

Le situazioni dei nuclei familiari e di coloro che versano in condizione di estrema marginalità esprimono percorsi e portano bisogni diversi, ai quali abbiamo cercato di offrire vicinanza e aiuto in modo differenziato, orientando a tale scopo le scelte operative, in relazione alle indicazioni pastorali della Chiesa generale e locale.


Progetti

Sostegno imprenditori

Lo sportello di ascolto del progetto Penelope e la rete delle relazioni ad esso collegato, è stato avviato nel 2012 (nel 2011 i lavori preparatori) ed è nato con lo scopo di far emergere dall’isolamento gli imprenditori in difficoltà per effetto della crisi e per contrastare in modo preventivo il fenomeno dei suicidi, che nel

Inserimento lavorativo

Il fondo di solidarietà diocesano è stato costituito nel 2010 per far pronte alle esigenze delle famiglie del nostro territorio al fine di realizzare dei percorsi finalizzati all’occupazione prolungata nel tempo. Nasceva a tale scopo il progetto denominato “Cinque pani e due pesci” che consentiva, attraverso l’inserimento lavorativo in Cooperative sociali del territorio, la promozione

Microcredito

Il microcredito diffuso in Italia a partire dagli anni 2000, consente alle persone in difficoltà economica e prive di garanzia patrimoniale (i cosiddetti soggetti non bancabili) di avere accesso al credito, per lo più attraverso l’intermediazione delle banche. Così come a livello nazionale anche in ambito Caritas si sono sviluppate due diverse forme di credito:


Testimonianze

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