Il circo dei nuovi pagani

 

È certamente fuori di dubbio che i mezzi di comunicazione e i social media stanno occupando sempre più uno spazio grande nella nostra vita. Credo sia importante non cadere in facili moralismi o in letture unilaterali, che portano a demonizzare questi strumenti. È fondamentale, però, che teniamo sempre desta la nostra capacità critica per valutare con retta coscienza quello che viene proposto. Si tratta di aprire gli occhi davanti ad alcuni messaggi che vanno ad intaccare i valori fondamentali della vita e che inquinano il cuore. Dobbiamo superare una certa ingenuità che ci porta a pensare che non ci sia un disegno ben preciso in tutto quello che ci viene propinato. Molti programmi e format hanno come obiettivo quello di non farci pensare, di farci vedere un mondo che non c’è, di toglierci, senza che ce ne accorgiamo, la libertà. Non possiamo continuare ad essere superficiali e lasciare che i nostri figli (e anche noi) trascorrano ore davanti a programmi che sono nocivi perché distruggono il DNA della coscienza e il riferimento a valori fondamentali per la vita.

Riflettendo, il mio pensiero è andato agli antichi romani. La loro vita, chiusa dentro l’orizzonte pagano, si snodava attorno ad un potere costruito con le proprie mani, ma incapace di soddisfare i desideri più profondi del cuore. Allora per trovare emozioni forti, per uscire dal non senso della vita hanno creato gli spettacoli del circo, arrivando a provare soddisfazione nella morte violenta dell’uomo. È così che un cuore pagano, senza riferimento a Dio, diventa capace di covare sentimenti di distruzione e di autodistruzione.

Tutto ciò è orribile, ma è quello che sta capitando anche oggi. È giunto il momento che come adulti ci prendiamo le nostre responsabilità per abbattere quel muro d’ipocrisia dietro il quale ci nascondiamo e che ci porta a considerare tutto come “normale”.

Alcuni format di successo si muovono secondo la logica degli spettacoli circensi dell’antica Roma. Ed è drammatico vedere come qualcuno costruisca il proprio successo sulla fragilità delle nuove generazioni. Ritengo spaventoso e “diabolico” vedere come stia passando sempre più l’idea che per diventare famosi si può essere disposti a tutto, a pagare qualsiasi prezzo. In quella grande arena, che è il mondo mediatico, giovani e adulti sono chiamati a scendere in campo sfidandosi fino all’eliminazione: vince chi rimane. È quello che succedeva con i gladiatori. Mentre nell’antichità si metteva in gioco la propria abilità e la propria forza, oggi si svende la propria dignità, i propri sentimenti, il proprio corpo ed il proprio cuore, per godere qualche istante di gloria. I protagonisti di questi programmi si sfidano a colpi di offese, di insulti, di trabocchetti, di ambiguità. Cade il rispetto tra le persone perché ciò che conta alla fine è il trionfo personale e non importa a che prezzo. E fuori ? Fuori ci sono gli spettatori che in preda a un delirio emotivo sparano sentenze senza senso. Si lasciano coinvolgere dalla logica perversa del giudizio che demolisce. E la realtà più triste è che non si rendono conto, pensano di essere nel giusto e infieriscono provando piacere. Tutti possono dire la loro, tutti hanno ragione, nessuno ascolta: questa è la vera libertà ??? Si gioca sui sogni delle persone, si creano delle illusioni che presto diventano delusioni e che lasciano ferite profonde. Si insegna non ad affrontare la realtà, ma a fuggire per diventare dei “miti”.

Apriamo gli occhi e prendiamo la responsabilità di dire no a questi spettacoli indecenti, espressione chiara di una società pagana che vuole fare senza Dio. Non gettiamo, in nome del successo di un momento, le nuove generazioni in pasto ai leoni. Recuperiamo il codice dei valori più profondi che i grandi santoni del circo mediatico vogliono strapparci dal cuore. Il senso della vita non sta nel successo, ma nella gioia di essere quello che si è. Se per avere successo è necessario calpestare gli altri, svendere il proprio corpo e i propri sentimenti: impariamo con coraggio a dire che questo è male e che non lo vogliamo per i nostri figli. Ritroviamo la forza di dire di NO a tutto ciò che inquina la nostra vita e che porta morte.


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