M’illumino di impegno e di speranza - CARITAS TARVISINA

M’illumino di impegno e di speranza

Da venerdì 22 a domenica 24 febbraio 150 giovani della nostra Diocesi si sono ritrovati a Treviso per vivere M’illumino d’impegno, esperienza di condivisione e di servizio. A partire dagli stimoli dell’enciclica Laudato sii di Papa Francesco, hanno riflettuto sulla necessità di impegnarsi in prima persona nel prendersi cura di madre terra, della nostra casa comune. La nostra Diocesi di Treviso, attraverso il lavoro coordinato dell’ufficio di Pastorale Giovanile e di quello della Caritas ha offerto a questi giovani la possibilità di mettersi in gioco, la possibilità di guardare al mondo con occhi diversi, il desiderio di credere che un mondo migliore che difenda, custodisca e promuova la vita, è possibile, anche se difficili.

I giovani hanno ascoltato le parole vive e forti di Papa Francesco che ci dice: “Ascoltiamo i gemiti di sorella terra, che si uniscono ai gemiti degli abbandonati del mondo, con un lamento che reclama da noi un’altra rotta. Mai abbiamo maltrattato e offeso la nostra casa comune come negli ultimi due secoli. Siamo invece chiamati a diventare gli strumenti di Dio Padre perché il nostro pianeta sia quello che Egli ha sognato nel crearlo e risponda al suo progetto di pace, bellezza e pienezza …. I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi”.

Hanno ascoltato le parole di una loro coetanea che si sta impegnando a cambiare il mondo, a dare una svolta a tutto quello che si ritiene immutabile ed inesorabile. Ecco parte del suo messaggio fatto pochi mesi fa alla Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici: “Mi chiamo Greta Thunberg, ho 15 anni e vengo dalla Svezia. Ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza. Ma per farlo, dobbiamo parlare chiaramente, non importa quanto possa essere scomodo. Parlate solo di una crescita economica eterna e verde perché avete troppa paura di essere impopolari. Parlate solo di andare avanti con le stesse cattive idee che ci hanno portato in questo casino, anche quando l’unica cosa sensata da fare è tirare il freno di emergenza. Non siete abbastanza maturi per dire le cose come stanno. E anche il fardello che state lasciando a noi bambini. Ma non mi interessa essere popolare. Mi interessano la giustizia climatica e il pianeta vivente. La nostra civiltà viene sacrificata per l’opportunità di un numero molto ridotto di persone di continuare ad accumulare enormi somme di denaro. La nostra biosfera viene sacrificata in modo che i ricchi di paesi come il mio possano vivere nel lusso. Sono le sofferenze dei molti che pagano i lussi dei pochi. Nel 2078 celebrerò il mio 75° compleanno. Se avrò figli, forse passeranno quella giornata con me. Forse mi chiederanno di voi. Forse chiederanno “perché non hai fatto nulla mentre c’era ancora tempo per agire”. Dite di amare i vostri figli sopra ogni altra cosa, eppure state rubando il loro futuro davanti ai loro stessi occhi. Finché non inizierete a concentrarvi su ciò che deve essere fatto piuttosto che su ciò che è politicamente possibile, Abbiamo finito le scuse e stiamo finendo il tempo. Siamo venuti qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no. Il vero potere è della gente”.

La condivisione vissuta, il servizio offerto e anche questi messaggi di speranza hanno riscaldato il cuore dei giovani presenti e non solo. In me adulto queste giornate hanno lasciato un segno di grande fiducia, ma anche un invito ad una maggior responsabilità. Il germoglio di questa gioventù va protetto, custodito, incoraggiato, mai soffocato dalla nostra presunzione e dalle nostre paure. Condivido alcune parole che ho consegnato loro sabato sera a conclusione della giornata vissuta in molti luoghi di servizio e del lavoro di confronto su alcuni tematiche cruciali che segnano il nostro tempo ed il nostro mondo.

“Carissimi giovani, vorrei prima di tutto chiedervi permesso per adagiarmi con queste parole sulla soglia del vostro cuore. Desidero che non siano parole di circostanza, ma che esprimano la volontà da parte di noi adulti di recuperare quella delicatezza e quella gentilezza di cui tante volte vi abbiamo privato in nome dei nostri schemi e delle nostre convinzioni. Non solo, ma vorrei, come adulto, chiedervi scusa per i pregiudizi e i giudizi con cui spesso ingabbiamo il vostro futuro. Chiedervi scusa perché abbiamo macinato migliaia di chilometri di consumo senza avere a cuore, davvero, il vostro domani. Abbiamo divorato un po’ del vostro futuro, vi abbiamo rubato parte dei vostri sogni e ci giustifichiamo dandovi l’etichetta di generazioni fragili e senza personalità. Vi chiedo scusa perché abbiamo calpestato la terra sacra della vostra luminosa giovinezza con le scarpe inzuppate di veleno e cattiveria verso l’altro. Scusa perché vi predichiamo dei valori che siamo i primi a non vivere. Ma vorrei anche dirvi grazie per quello che siete, per il coraggio che avete. Siete segno di una bellezza unica e rara, ed essa è quella che salverà il mondo. Grazie perché con il vostro entusiasmo e amore per la vita, ci state prendendo per mano e ci state aiutando a ritrovare la via che abbiamo smarrito perché accecati dal nostro orgoglio e dalla nostra superbia.

Coraggio coltivate i vostri sogni, continuate a credere in un mondo migliore.  Voi siete la bellezza di questo tempo presente e una garanzia per il domani. Oggi il Signore manda voi a custodire e promuovere la vita, a disegnare sentieri di vita nuova per questa casa comune. Voi siete una parola nuova, una parola di Dio. Coraggio fidatevi delle promesse di Dio che vuole costruire insieme a voi una vita bella, vera e buona. Non mollate mai”.

Ora il sogno più grande a cui ancorare la nostra vita è quello di credere a questa possibilità, partendo dai piccoli passi che ciascuno può fare. Ritroviamo insieme la forza e il coraggio di sognare e costruire insieme un mondo dove respirare in ogni istante il “pienamente umano”.


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