Giordania

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Il gemellaggio tra Caritas Tarvisina con la parrocchia di Al Mafraq e Caritas Giordania nasce dall’intento di progettare un’esperienza di pastorale condivisa. Il desiderio è di strutturare uno scambio reciproco, riconoscendoci appartenenti ad un’unica famiglia della Chiesa Universale, che abbatte muri e crea ponti con una realtà diversa e lontana da Treviso, ma con la quale condivide valori e fede.

Al Mafraq è una città di confine a meno di 15 km dalla Siria, ed ha visto l’arrivo di 90.000 profughi siriani, più che raddoppiando la sua popolazione. Al suo interno, si trova la piccola parrocchia di San Giuseppe Lavoratore. Si tratta di una parrocchia di minoranza, dove i cristiani latini rappresentano solo il 2% della popolazione e dove il parroco, Abuna Francesco, di origine palestinese ma ad Al Mafraq da 6 anni, ci ha chiesto di porre un segno di speranza e di vicinanza, soprattutto rivolto ad i giovani, impegnati nelle attività della parrocchia e del centro Cartitas a supporto delle persone in difficoltà, senza distinzione tra musulmani e cristiani, giordani o siriani.

La relazione che ne è nata ha preso vita dalla visita di don Davide Schiavon, nel giugno 2016, che ha raccolto l’appello del direttore Caritas Giordania, Wael Suleman, e del parrocco Abuna Francesco di non lasciarli soli.

Un gruppo di giovani di Treviso ha partecipato nell’agosto 2016, ad un’esperienza di servizio in parrocchia e con la Caritas di Al Mafraq, per capire la complessità del territorio e porre le basi per uno scambio volto ad ospitare, a sua volta, i giovani giordani nella nostra caritas diocesana di Treviso.

Il sogno è che questo sia un piccolo passo per un lungo cammino da compiere insieme. Sembra un sogno lontano, ma è una strada che si percorre passo dopo passo, con umiltà e nella semplicità.

 

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Annalisa De Faveri

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