Aromi di speranza... - CARITAS TARVISINA

Aromi di speranza…

“Aromi di speranza… ci hanno ricolmato il cuore e li portiamo come eredità preziosa dentro la vita di tutti i giorni

 

Venerdì 7 e sabato 8 maggio abbiamo vissuto il tradizionale appuntamento del Venite e Vedrete, cioè uno spazio in cui raccontarsi e raccontare la vita della Casa della Carità. La situazione sanitaria ci permesso di vivere questo momento prezioso solo nella modalità online. Abbiamo sfogliato le pagine del bilancio sociale e ci siamo messi in ascolto gli uni degli altri, per cogliere quelle parole che la pandemia ha scritto ne cuore di ciascuno. Con la stessa semplicità con cui si beve un caffè tra amici, ci siamo trovati per assaporare l’aroma di speranza che ognuno ha scoperto come prezioso ed unico. Abbiamo colto alcuni appelli che hanno ricolmato di nuove fragranze e delicati aromi il nostro cuore. Lo abbiamo fatto insieme a molte persone del nostro territorio, ma anche in collegamento con amici dal Togo, dal Mali, dalla Serbia, dall’Australia, dall’Equador.

Questi aromi di speranza ci hanno ricolmato il cuore e li portiamo come eredità preziosa dentro la vita di tutti i giorni. Quelli che hanno riempito di profumo il nostro orizzonte, sono: il desiderio di un cambiamento generativo che non lascia indietro nessuno; l’impegno ad abitare la fragilità umana nella logica dell’accoglienza e del prendersi cura di chi incontro nel cammino della vita; la necessità di alimentare dinamiche di fiducia dove ciascuno possa essere riconosciuto come bellezza e benedizione; il sogno di tessere relazioni orientate alla pienezza della comunione e del NOI.

Abbiamo compreso che la pandemia e in generale l’epoca che stiamo vivendo possono essere affrontate in due modi diversi: o come un problema da risolvere al più presto o come una opportunità da cogliere. Le parole di Gesù ci invitano a cogliere la possibilità che è contenuta dentro le trame della storia che stiamo vivendo. Nell’oscurità della notte è già contenuto il germe dell’alba nuova. Ogni difficoltà è il grembo in cui germoglia una nuova vita. Questo tempo ci ha mandato tante parole, tanti segni che in maniera inequivocabile ci dicono che per certe strade non è più possibile andare perché è in gioco la vita dell’uomo, del creato … di Dio stesso. Quando l’uomo usa male la propria libertà e si lascia offuscare dallo spirito del male, l’unica risposta di Dio è quella di morire, di lasciarsi mettere in croce solo per amore.

La vita continuerà sempre a presentarci pagine drammatiche che ci tolgono il fiato, che ci fanno prendere coscienza della nostra impotenza. Dinanzi al dolore innocente, dinanzi a storie di sofferenza e dolore l’unica cosa che riusciremo a balbettare sarà Perché? Dove sei? Ma è proprio dentro questa notte che Gesù si svela a noi come il Signore al quale anche il vento dello sconforto e il mare della sofferenza obbediscono. Camminare al fianco dei poveri non è una passeggiata, chiederà di fare fatica e di soffrire, ma è l’unica via che ci aiuterà a sperimentare che noi siamo preziosi ed unici agli occhi di Dio, che la nostra fragilità sarà per sempre amata da Lui, che ogni giorno ci verrà sempre offerta una nuova possibilità per ripartire, per ricominciare, per recuperare. Il Signore, Dio della vita e della storia, in quest’oggi della storia si ferma presso di noi, cena presso la nostra casa e ci lava i piedi con la forza infinita del suo amore. Questo è l’esempio che ci dona, perché noi facciamo altrettanto. Non è una favoletta a lieto fine, è la nostra vita, è il Dio di Gesù Cristo che ci ama di un amore eterno ed infinito. Ricordiamoci che questo tempo è già stato salvato da Dio.

Siamo chiamati ad abitare questo cambiamento d’epoca con fede, speranza e carità. Questi mesi ci hanno lasciato in eredità alcune intuizioni preziose che non possiamo disperdere nell’ipocrita illusione che tutto tornerà come prima. Prima di tutto abbiamo compreso che siamo tutti fragili e che abbiamo bisogno gli uni degli altri. Non siamo mai soli e il primo modo di vivere la carità e la solidarietà verso gli altri è quello di vivere ogni cosa con responsabilità per custodire il dono della vita di ogni creatura. In secondo luogo siamo tutti nella stessa barca, seppur in condizioni diverse. Il valore della fraternità deve diventare sempre più il fulcro di scelte coraggiose che innalzino la tutela dei diritti fondamentali in ogni angolo della terra. Prioritario a livello politico, sociale, economico, ecclesiale non è recuperare il tempo o i profitti perduti, ma garantire una vita dignitosa ad ogni uomo e ad ogni creatura, in qualsiasi angolo dell’universo. Un altro elemento è quello di recuperare chi è rimasto indietro, chi è caduto in mare. Dobbiamo nutrirci di cose buone. La solidarietà e la carità devono aiutarci a debellare il virus dell’indifferenza e la logica dello scarto che per lo sfarzo lussuoso di pochi hanno ridotto in misera schiavitù molti uomini, donne e bambini.

Infine credo sia importante per essere chiesa in uscita, capace di abitare questa epoca, che ogni giorno teniamo lo sguardo fisso su Gesù. Scoprire Gesù significa capire chi siamo e cosa siamo chiamati a vivere in questa bellissima avventura della vita. Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada, la pandemia, la morte? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati.

10 maggio 2021


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