Rapporto "Povertà in attesa" di Caritas Italiana - CARITAS TARVISINA

Rapporto “Povertà in attesa” di Caritas Italiana

il 17 ottobre 2018, nella Giornata mondiale di lotta contro la povertà, Caritas Italiana presenta a Roma, presso Fondazione CON IL SUD (Via del Corso, 267), il suo Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto dal titolo “Povertà in attesa”.
Questa edizione integra per la prima volta in un unico testo il 17° “Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia” e il 5° “Rapporto sulle politiche contro la povertà in Italia”, con l’intento di offrire uno strumento aggiornato di studio ed approfondimento, nonché per stimolare l’azione delle istituzioni civili, e per questo analizza in particolare l’attuazione in Italia del Reddito di Inclusione (REI).


articoli correlati

Questo povero grida e il Signore lo ascolta

Domenica 18 novembre celebriamo la seconda Giornata Mondiale dei poveri che quest’anno Papa Francesco ha intitolato “Questo povero grida e il Signore lo ascolta”. Nel messaggio per questa giornata il Papa rivolge a tutti noi delle parole che infondono coraggio a chi è sfiduciato e allo stesso tempo richiamano ciascuno alla responsabilità di custodire la

Resistenza e resa

La vita è un dono meraviglioso che va assaporato nella sua semplicità ed unicità. Ogni uomo è portatore di un “unicum” che lo rende prezioso ed insostituibile. Il Dio della vita e dell’Amore desidera che ognuno possa vivere in pienezza i propri giorni nella libertà e nella gioia. Questa promessa di Dio illumina l’orizzonte verso

“Domandiamo al Signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza”

ASCOLTIAMO IL SILENZIO 2018 Venerdì 5 ottobre alle 20.45, in Casa della Carità, si è tenuta l’edizione 2018 di Ascoltiamo il Silenzio, evento spiegato dalle parole introduttive di don Davide Schiavon, direttore di Caritas Tarvisina: “Ci ritroviamo ancora una volta insieme per pregare per i nostri fratelli che nei loro viaggi della speranza hanno incontrato

Un mondo nuovo è possibile

  Nel febbraio 2001 tre soldati serbo-bosniaci vennero ritenuti colpevoli dal Tribunale Internazionale dell’Aja. Il loro capo di imputazione fu quello di stupro, perpetrato a Foca, una cittadina nella Bosnia orientale. Per la prima volta questo reato venne considerato come crimine contro l’umanità, cancellando una convinzione strisciante secondo cui la violenza contro le donne in