siria5-1Don Davide Schiavon, in missione in Giordania, ci aggiorna sull’andamento della situazione: “Arrivati ad Al Mafraq: 15 km dal confine con la Siria. Una città di 65.000 abitanti che accoglie tra le sue mura 85.000 profughi siriani e altri 100.000 nel grande campo alle porte della città. Qui tutto è rallentato dal ramadan. Abbiamo visitato alcune famiglie siriane sostenute dalla Caritas Giordania. Storie di sofferenza, di dolore, ma anche di speranza. Nella precarietà e nell’aver perso tutto è stato veramente significativo il volto di bambini di pochi mesi che anelano alla vita e alla pace. Nel deserto giordano,  ma soprattutto tra l’indifferenza dell’umanità, la vita continua a fiorire, a trovare la sua vittoria”

donIl tempo che viviamo è contrassegnato da continui cambiamenti che ci mettono in discussione e che ci lanciano un appello ben chiaro ad una conversione profonda del nostro cuore e dei nostri stili di vita. Negli ultimi cinquant’anni abbiamo vissuto e consumato risorse, esperienze, vita ad una velocità impressionante. Ogni cosa è scivolata sul piano individuale e pian piano si è indebolito il tessuto comunitario fino a confinare come un riferimento arcaico il concetto di bene comune. La velocità, la fretta nel voler arrivare primi a tutti i costi, nel voler conseguire successo e possesso per assicurarsi la serenità per il domani ci ha portato concretamente a perdere il gusto del presente, la bellezza dell’oggi che ci è donato. L’uomo ha fatto delle conquiste straordinarie, ha nelle proprie mani la possibilità di garantire dignità ad ogni essere vivente, ma non riesce a farlo. Le tentazioni del potere, del dominare e dell’avere sono sempre in agguato e accovacciate presso la soglia del nostro cuore. È necessario fare un passo indietro, è necessario rallentare e darsi il tempo necessario per vivere in armonia con la verità di quello che siamo e del creato in cui siamo inseriti. È necessario una conversione profonda che ci aiuti a desiderare di essere più veri e liberi, accettando anche di avere di meno. La storia di ogni giorno ci parla e ci dice chiaramente che non possiamo abdicare alla ricerca continua del bello, del buono e del vero. Si tratta di uscire da una logica individualista per coglier che la vera gioia la possiamo trovare solo nella comunione e nell’armonia con tutto il creato, imparando a condividere la vita e non ad usarla per il nostro miope ed iniquo interesse personale. Read more

IMG-20160628-WA0002Domenica è cominciata la missione di Don Davide Schiavon, direttore di Caritas Tarvisina e dei direttori delle Caritas di Padova e di Chioggia, in Giordania per la visita alla chiesa sorella di Al Mafraq, città che quotidianamente si confronta con una gestione imponente di profughi in fuga dalla Siria.

Dalle parole di Don Davide, traspare la dimensione del fenomeno: “È una grande testimonianza quella che la Caritas Giordania sta dando a noi e al mondo intero. Un paese di sei milioni di abitanti sta ospitando 4 milioni di profughi e per ognuno c’è un aiuto, un sostegno. La Caritas è segno di una minoranza, il due per cento, che però non sta con le mani in mano. Il segreto è riportato in ogni opera con una scritta che dice la Caritas non è un lavoro, ma una missione.”

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Caritas Valijevo, attualmente in Italia per una study visit sulle cooperative sociali per l’inserimento lavorativo di persone vulnerabili, ha incontrato gli operatori di Caritas Treviso per un momento di scambio riguardo l’accoglienza di richiedenti asilo e la marginalità estrema.

Le due Caritas, seppure entrambe impegnate sul fronte dell’accoglienza migranti, si trovano a fronteggiare situazioni e condizioni diametralmente opposte; Valijevo infatti, trovandosi lungo la rotta balcanica, deve gestire esigenze di persone “in transito” dovendo far fronte in modo tempestivo ad esigenze contingenti. Caritas Treviso, d’altro canto, opera da diversi anni nell’accoglienza migranti, seguendoli nell’iter burocratico e nel percorso di integrazione con progettualità di lungo termine.
Lo scambio di buone prassi maturate in questo ambito costituisce infatti un patrimonio utile ad entrambe le Caritas.

Altro terreno di Confronto è stata la marginalità estrema, attraverso il racconto dell’esperienza della Casa della Carità fatta da Caritas Tarvisina.

a13fdfbf-ec1e-48fa-82f4-8c010a6c7d00_xlPer tutti i giovani dai 18 ai 28 anni che fossero interessati ad un’esperienza di  un anno di volontariato all’estero, sono qui disponibili i 10 progetti di servizio civile all’estero:

 

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Le domande vanno presentate direttamente all’Ente proponente il progetto. Possono essere presentate a mano, oppure inviate a mezzo posta con raccomandata A/R, oppure possono essere inviate con PEC (Posta Elettronica Certificata, intestata a chi presenta la domanda), tramite compilazione dell’Allegato 2 (.pdf e .doc) e dell’Allegato 3 (.pdf e .doc), e devono pervenire all’Ente entro le ore 14.00 del 30 giugno 2016 (non fa fede quindi la data del timbro di spedizione bensì quella di effettivo recapito all’Ente).
Attenzione: Le domande trasmesse con modalità diverse da quelle indicate non saranno prese in considerazione. In particolare, non saranno accolte le domande inviate via e-mail o via fax.
Le domande inviate all’indirizzo PEC saranno accettate solo se provenienti da un indirizzo PEC intestato all’aspirante volontario. Si invita, infine, a verificare che la propria PEC sia abilitata all’invio nei confronti di soggetti priivati e non solo nei confronti della Pubblica Amministrazione (come ad esempio nel caso di PEC con dominio .gov).
Possono presentare domanda coloro che si trovano in una delle seguenti condizioni:
  • cittadino italiano
  • cittadino degli altri paesi dell’Unione europea;
  • cittadino non comunitario regolarmente soggiornante.
Per partecipare al Bando occorre:
  • aver compiuto il diciottesimo anno di età e non aver superato il ventottesimo anno di età (28 anni + 364 giorni) alla data di presentazione della domanda;
  • non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata;
Insieme alla domanda bisogna presentare copia del documento di identità in corso di validità.
Non è possibile presentare domanda per più di un progetto, pena l’esclusione dalla partecipazione a tutti i progetti a cui si riferisce il bando.
Non possono presentare domanda i ragazzi e le ragazze che già prestino o abbiano prestato servizio civile in qualità di volontari ai sensi della legge n. 64 del 2001, ovvero che abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista, o che appartengono alle forze armate o alle forze di polizia.
Non possono presentare domanda coloro che hanno in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, o che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi.
Non possono presentare domanda coloro che siano impegnati in progetti inseriti nel Programma “Garanzia Giovani” e IVO4ALL.
Guarda il video-racconto dei volontari del servizio civile in Caritas.
Per ulteriori informazioni: Ufficio Servizio civile Caritas Italiana